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Palestina, l'utopia della pace di Ottavio Lavaggi
Ho l'impressione che in Palestina la pace non ci sarà per lunga pezza, per il semplice fatto che l'odio è troppo forte per un paese così piccolo. Due popoli che coesistono schiena a schiena in un'area molto ridotta, convivono senza fare a botte solo se c'è fiducia reciproca. Proprio la cosa che manca.
Attenzione, alla pace tra Stati ho sempre creduto, e difatti, dopo l'Egitto, è stata la volta della Giordania, e nulla osta (in teoria) che un giorno si faccia pace con Siria e Libano.
Ma alla pace in Palestina non credo, purtroppo. Da un lato perchè i palestinesi sono "come sono", in gran parte perché vengono utilizzati come marionette: se non ci fossero, molti paesi arabi probabilmente cercherebbero di inventarli. Essi rappresentano un problema insolubile che suscita passioni fortissime, che distrae i telespettatori arabi dai problemi di casa loro. Sono un'ottima valvola di sfogo a buon mercato.
Evidentemente, per i paesi arabi, l'idea che i palestinesi diventino democratici e prosperi sarebbe blasfema: cesserebbero di essere una valvola di sfogo e farebbero sorgere pericolose idee oltre confine. E poi l'idea di uno Stato Palestinese a Gaza e in parti di Cisgiordania non è una "viable solution.
In conclusione: siamo di fronte ad una maccanismo infernale difficile da smontare.
25/03/2004

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