Iraq, Mosca, Israele
tre terrorismi diversi
di Davide Giacalone

Iraq: uccisi dodici ostaggi nepalesi, ancora incertezza per i due francesi.
Mosca: una bomba umana fa saltare una stazione della metropolitana. Israele: un altro suicida fa strage distruggendo un autobus. Il terrore islamico dilaga? Non è corretto mettere tutto sullo stesso piano.

In Iraq è in corso una guerra, e le democrazie non hanno alcuna alternativa alla vittoria. A Mosca è aperta la piaga cecena. Mentre i palestinesi di Hamas fanno stragi nel nome di Yassin e Rantisi, ovvero due organizzatori del terrorismo e delle stragi che sono stati, giustamente, eliminati da Israele. E questo avviene nel mentre il governo israeliano continua a parlare di ritiro dei coloni dai territori occupati.

Non si deve fare confusione, quindi, fra chi usa l'arma del terrore volendo combattere tutto ciò che è diverso da sé (i nepalesi trucidati non sono degli occidentali); chi la usa per continuare una guerra altrimenti impossibile; chi la usa per evitare la pace e la convivenza fra due popoli, unica possibile soluzione per la Palestina.

Tre cose diverse. Ma pur sempre tre cose da combattere. Tre cose, però, che se esistesse una comunità internazionale capace di produrre politica e scelte politiche, richiederebbero tre diversi atteggiamenti e risposte.

01/09/2004