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Mentre il "vecchio" Occidente fa grandi affari col Celeste Impero,
la posizione della donna cinese continua a regredire
di Antonio Gesualdi
Vi ricordate la "deprecabile" Vodka-Cola?
No, non era un intruglio di vodka sovietica e Coca-Cola statunitense;
era una "infame pratica" (definizione di Enzo Bettiza) dove "il grande
capitalismo occidentale utilizzava la manodopera schiavizzata dei sistemi
burocratico-dispotici dell'Est europeo per produrre merci, che poi venivano
vendute sui mercati occidentali con i superprofitti ottenuti sulla pelle
dei lavoratori che non hanno protezione sindacale".
La Vodka-Cola fu "inventata" da Charles Lewinshon; divenne famosa tra
la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, e indicava
gli investimenti industriali occidentali in Urss o altri Paesi comunisti.
In realtà avveniva anche il contrario: i sovietici investivano in banche
occidentali. Oggi la Vodka-Cola la produciamo con i cinesi: il capitalismo
occidentale scambia con l'autoritarismo orientale. Ma mentre l'autoritarismo
sovietico produceva anche uno statuto femminile avanzato (ricordate
le signore mogli dei leader dell'Urss?), quello cinese produce l'assassinio
sistematico delle neonate e anche l'aborto selettivo.
Oggi la Cina ha il 20% della popolazione terrestre; 1 miliardo e 300
milioni di cui poco più di 600 milioni di sesso femminile. Oggi in Cina
nascono 100 femmine ogni 119 maschi. Si tratta di una delle eccezioni
più evidenti (e drammatiche!!!) dell'umanità. Nel resto del mondo (tranne
alcuni paesi musulmani) sono le donne ad essere più della metà della
popolazione. Nei venticinque anni post-maoisti quello che la Cina ha
guadagnato in economia non l'ha guadagnato nella condizione femminile,
anzi. Infanticidio e feticidio, prostituzione (sanpei xiaojie), traffico
di spose, violenza famigliare, adulterio e suicidi dimostrano che la
condizione femminile in Cina è, addirittura, in regressione. E' come
se la donna cinese avesse perso la scelta di diventare madre, e nel
lavoro è la più disoccupata, dequalificata, discriminata e precaria.
E' evidente che quel sistema diventerà sempre più autoritario se è vero
che è stata soprattutto la donna sovietica a smontare il modello comunista
di tipo europeo e lì le donne sono sempre molto più numerose dei maschi.
Ebbene con questa Cina l'occidente fa affari, tratta, si relaziona così
come faceva con l'Unione sovietica. Non può essere diversamente. Il
principio di realtà - soprattutto nella guerra e nell'economia - è sempre
quello più sano rispetto agli ideologismi più o meno romantici. E in
questa Cina i prodotti tessili si fanno a più basso prezzo e identici
a quelli che possono fare i nostri lavoratori che, però, chiedono protezione
e non la liberazione degli "schiavi" cinesi. Anche perché questi stessi
nostri lavoratori e lavoratrici, quando si comportano da consumatori
e consumatrici, quando entrano in un supermercato, comprano sicuramente
la Vodka-Cola perché è quella che, a parità di qualità, costa sempre
meno di quelle che producono loro stessi. Pragmatismo vorrebbe che proteggessimo
i nostri lavoratori e le lavoratrici dei settori in decadenza, ma accompagnandoli
all'uscita. E allo stesso tempo cominciassimo a proteggere anche i lavoratori
e le lavoratrici cinesi accompagnandoli all'entrata. Nel frattempo -
pragmatismo vuole - abbiamo bisogno di nuovi lavoratori e lavoratrici,
nuova formazione, quindi nuova classe dirigente... Insomma di un nuovo
Occidente per un nuovo Mondo.
9 marzo 2005

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