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La decisione dei francesi va condivisa: non possiamo permettere l'uso
della democrazia per scopi criminali
di Davide Giacalone
Una sconvolta Florence Aubenas è apparsa sui teleschermi
d'Europa, ma non su quelli francesi. Le televisioni di quel Paese hanno
deciso di non trasmettere il filmato divulgato dai rapitori iracheni,
"per non fare il loro gioco". Bisogna guardare dentro questa storia,
anche se credo abbiano fatto bene. La stessa cosa si decise in Italia,
quando la gran parte degli organi di stampa smisero di pubblicare i
proclami delle Brigate Rosse: era, ed è, fin troppo evidente che i nemici
della libertà usano le libertà esistenti per minacciarle.
Quel messaggio, oltre ad essere raccapricciante, contiene elementi significativi,
che vanno a confermare quel che avevo sostenuto. La Aubenas chiede aiuto
a Didier Julia. Non sappiamo quanto ella sia consapevole del fatto che
Julia non le può esserle di nessun aiuto, ma sappiamo per certo che
i rapitori hanno consentito, e forse chiesto, che si facesse quel nome.
Didier Julia è un parlamentare francese dell'Ump, il partito del presidente
Chirac (avversario deciso della guerra in Iraq), ed è stato schierato
a difesa di Saddam Hussein. Avevo scritto che i rapimenti delle due
giornaliste, così come di altri (non tutti) prima di loro, era un messaggio
inviato dalle disperse forze di Saddam ai loro amici occidentali. Della
serie: non potete ignorare che ci stanno schiacciando come vermi, faceste
affari assieme a noi, adesso cercate di rendervi utili. Chiaro? Anche
da questo punto di vista è giusta la scelta di non trasmettere il video
con la regia criminale.
Perché nelle nostre democrazie si può discutere se sia stato un bene
od un male appoggiare Saddam Hussein (fu un male, e la cosa vale anche
per Roberto Formigoni), ma non possiamo consentire ad altri di sfruttare
il nostro dibattito democratico per scopi criminali. Detto questo, ripeto
ancora una volta che per la libertà dei rapiti, per la libertà di Giuliana
Sgrena, essendo escluso senza alcuna possibilità di errore che si possano
accettare le condizioni politiche dei saddamiti, quel che conta è l'attività
di intelligence in loco, nel caso italiano sorretta dalle truppe presenti.
Il resto, dai cortei ai digiuni, sono attività che non scalfiscono di
un niente i criminali, e che, pertanto, lasciano il tempo che trovano.
2 marzo 2005

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