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Le opportunità offerte dall'Asia vanno colte senza inutili lamentele sulla delocalizzazione di Enrico Cisnetto Ciampi come Marco Polo? Certo, appare fortemente simbolico il viaggio che il Presidente della Repubblica intraprende da oggi "alla scoperta" dell'Impero Celeste esattamente a 750 anni dalla nascita dell'esploratore e mercante veneziano. Ma sarà oltremodo necessario che dal simbolismo dell'essere - evocato dalla storia e dai ricordi - si passi alla concretezza dell'agire, cogliendo finalmente (seppure in ritardo) le preziose occasioni che la Cina è in grado di offrirci. Da troppo tempo, invece, la classe politica ed economica italiana ha scelto la via della discussione ideologica sul "dossier Cina", rimanendo impantanata in diatribe tanto estenuanti quanto infruttuose, che hanno visto - e vedono tuttora - fronteggiarsi lo schieramento degli cino-entusiasti e quello degli cino-scettici. Cina sì o Cina no? La delocalizzazione è buona o cattiva? Nessuna meraviglia, siamo abituati ai teatrini dialettici degli azzeccagarbugli nostrani. Ma stavolta, è venuto il momento di decidere se vogliamo prendere il treno in corsa diretto verso i mercati asiatici (come già fatto da Usa, Francia e Germania), o se preferiamo rimanere qui a lamentarci, mentre gli altri si sviluppano e crescono. Delocalizzazione fa rima con globalizzazione: entrambi sono fatti, vanno presi per quello che sono, è perfettamente inutile discettare se appartengano alla categoria dei fenomeni positivi o di quelli negativi. Ormai è assodato, il nostro sistema industriale è pieno di difetti e mostra evidenti segni di cedimento: in Italia esistono quasi esclusivamente piccole imprese, sottocapitalizzate, incapaci d'investire in tecnologia e ricerca, allergiche all'internazionalizzazione e assolutamente inadeguate a far fronte alla concorrenza dei competitors emergenti. Il nostro sistema paese appare ancora sbriciolato e immobile, insomma inesistente. E la Cina, che molti vedono semplicisticamente come il diavolo, non ha fatto altro che accentuare questo processo di declino, peraltro già in atto.
(06/12/04)
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