Una ricerca sulle imprese del Nordest
Sempre meno aziende high tech se l'impresa familiare non si rinnova
di Antonio Gesualdi

Il problema del passaggio generazionale, a Nordest, è una "questione di vita e di morte" e non una questione aziendale. La tipica famiglia del Nordest - definita dagli statistici - demografi Gianpiero Dalla Zuanna e Alessandro Rosina - "senza mezze misure" (quando va bene va benissimo e quando va male va malissimo), non prevede il passaggio di mano dal padre al figlio se il primo... non trapassa.

Se la regola del "senza mezze misure" è vera - ed io credo che sia vera e dicevo la stessa cosa quando scrivevo dei processi di accelerazione e decelerazione nel mio libro "Il nuovo Nordest" - adesso sarebbe il momento di prendere consapevolezza che le cose potrebbero anche peggiorare.

Ce lo conferma anche l'ultima ricerca congiunta di Unioncamere e Mediobanca sui bilanci, dal 1996 al 2001, di 1450 medie imprese nordestine. Ebbene mediamente queste imprese del Nordest sono stata avviate ventinove anni fa e sono al secondo passaggio generazionale. Si tratta delle imprese dei nonni, dunque, iniziate negli anni settanta da chi aveva una cultura e una mentalità costruita negli anni quaranta e cinquanta, se non prima. Quelli che le inchieste del Corriere della Sera negli anni sessanta definiva "tenenti d'impresa". Queste imprese, poi, sono cresciute grazie alla generazione successiva, quella dei "capitani", che oggi hanno una media di 54 anni e nel 67% dei casi sono uomini.

Dunque imprenditori che non si possono definire "vecchi" di età, soprattutto se questa si allunga, ma che si ritrovano a dirigere, sicuramente, aziende pensate e avviate quando loro nascevano.

Gli altri dati della ricerca, naturalmente, sono confortanti perchè si fermano al 2001: valore aggiunto sopra la media nazionale, occupazione sopra la media, export sopra la media. Ma i distretti trainanti risultano sempre la meccanica e i beni per la persona e la casa. Mentre la presenza delle medie imprese della ripartizione nei settori ad alta tecnologia risulta sempre più modesta; le attività piu' avanzate sono quelle degli strumenti e apparecchi di misurazione e controllo dei processi industriali (10 aziende), le apparecchiature medicali e chirurgiche (5), le apparecchiature radiotelevisive e di telecomunicazione (3), la produzione farmaceutica per medicinali (3) e i giochi elettronici (2). Ovvero 23 aziende su 1450. L'1,58% di imprese innovative.

Se non è questa una questione di vita e di morte e... senza mezze misure.

25 gennaio 2005