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Modello di sviluppo? Nuovo vale oro
di Antonio Gesualdi
Non siete ancora convinti che serva un nuovo modello di sviluppo? Avete dubbi sul fatto che bisogna pur averlo un progetto Paese? Che fare squadra presuppone, almeno, sapere a che gioco si vuole giocare?
Definire e proporre un modello di sviluppo non è una cosa che si può fare in un salotto televisivo o durante una campagna elettorale che durerà quasi due anni.
Vi ricordate gli orafi del distretto vicentino? Quella provincia che esportava tanto quanto la Grecia? Ebbene tutto quel distretto ha problemi di competitività e, per ora, nessuna soluzione. Non lo sosteniamo noi, ma la stessa Fiera di Vicenza costretta a fare i conti con la realtà. Le previsioni sull'andamento dell'export orafo italiano nei primi dieci mesi del 2004 non sembrano delineare un recupero sul corrispondente periodo 2003. Le rilevazioni ISTAT elaborate dalla Fiera stessa in occasione dell'88ma edizione di Vicenzaoro1 (16-23 Gennaio 2005) relative ai Paesi destinatari dell'export orafo italiano per i primi nove mesi del 2004, hanno registrato un recupero rispetto allo stesso periodo del 2003 del 7,7%. Per altro, le stime sul valore complessivo dell'export dei primi 10 mesi 2004 segnalerebbero una flessione stimabile intorno al 5%. Nel bimestre autunnale settembre-ottobre, si sarebbe dunque eroso il recupero segnato nel precedente trimestre estivo.
Tornando all'analisi dei primi nove mesi, i dati evidenziano, dopo il recupero di agosto, un nuovo regresso (anno su anno) delle vendite agli Stati Uniti al -7,8%. Mentre i prodotti orafi di origine asiatica sono sempre più concorrenziali sul mercato statunitense: di fatto, le vendite di oreficeria e gioielleria provenienti da quest'area si sono quasi raddoppiate. E, naturalmente, cresce il mercato russo che è arrivato ad occupare il 19° posto nelle graduatoria dei principali importatori. Parliamo di competitività? Questo che abbiamo presentato è un dato di fatto: un distretto che rappresenta il Made in Italy di fascia alta, un polo di eccellenza che non si dovrebbe perdere allegramente e che - sindacati attenzione - non è in aree depresse.

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