Attenti a non buttare tre miliardi
di Enrico Cisnetto

Mal contati, oltre tre miliardi di euro. A tanto ammonterà, a regime, il costo del salvataggio di Alitalia, reso definitivamente sicuro dall'accordo siglato da governo, sindacati e azienda sugli ammortizzatori sociali per gli esuberi.

Se infatti, ai 400 milioni che in cinque anni verranno spesi per la cassa integrazione, la mobilità e gli altri strumenti che eviteranno il licenziamento ai 3700 dipendenti della compagnia in eccedenza, si sommano i circa 1200 milioni investiti dal Tesoro nella ricapitalizzazione effettuata dopo la crisi del 2001 e i 750 che sborserà con quella di prossima attuazione, più il denaro (780 milioni) che Fintecna dovrà spendere per acquisire il 49% di Alitalia Service, ecco che ci si approssima ai 6 mila miliardi di vecchie lire come conto che lo Stato, e dunque il contribuente, è chiamato a saldare per evitare che l'Alitalia porti i libri in tribunale. Soldi ben spesi? La risposta è obiettivamente difficile.

Sappiamo che molti, semplici cittadini ed economisti di scuola liberale, avrebbero preferito il fallimento, vuoi per evitare di mettere mano al portafoglio vuoi per rispondere ad un comandamento basilare dell'economia di mercato, che vuole che un'azienda strutturalmente in perdita passi la mano. Gli interessi organizzati, invece, è normale che abbiano fatto di tutto per evitare il crack, vuoi per difendere i lavoratori, vuoi per proteggere l'economia del territorio e il suo indotto, vuoi per difendere il prestigio del Paese. Come spesso capita, ci sono buone ragioni sia dall'una che dall'altra parte. Ma due cosa sono certe. La prima è che se tutti questi denari fossero stati impiegati subito, appena scoppiata la crisi post 11 settembre, per rifondare l'Alitalia con una grande operazione, magari lanciando un'opa su qualche altra compagnia europea in modo da fare massa critica, oggi il compito di questo articolo sarebbe quello di giudicare il grado riuscita del rilancio, non il salvataggio in extremis. Tappare le falle di volta in volta alla fine costa molto di più di avere il coraggio di spndere la cifra complessiva in un colpo solo.

7/10/2004