Riforme sbagliate e voglia di ricambio,le molte cause della sconfitta del Polo
di Giuliano Gennaio

Ci sono dei motivi ben specifici per spiegare questi risultati elettorali: le riforme finora fatte non solo non sono state capite, ma sono anche sbagliate. Al di là dei dati elettorali, incontrovertibili, si registra la forte tendenza di una certa parte dell'elettorato di centro destra e di molti astenuti a dolersi di alcuni processi di riforma della nostra democrazia. Il sistema elettorale, ma anche il nuovo attacco alla Costituzione italiana in senso federale, anzi devoluzionario, sono alcuni dei punti che hanno causato una sconfitta del centro- destra di dimensioni impreviste.

Si fa presto a dire che queste sono elezioni amministrative, che parte dell'elettorato cattolico non ha votato in quanto colpito per la morte del grande Papa, che, ancora, il centro sinistra presentava facce e proposte o rivoluzionarie come nel caso Vendola o tanto conservatrici da sembrare più a destra della destra nazionale (caso Marrazzo nel Lazio).

La realtà dei fatti però mostra un'Italia ora più che mai divisa e lacerata. Undici (e probabilmente con la Basilicata saranno 12) regioni sono in mano alla sinistra. Solo due le regioni vinte dal Polo. Se aggiungiamo anche le regioni dove si è votato negli anni passati il risultato è da cappotto: 16 a 4 (le 4 sono Lombardia, Veneto, Molise e Sicilia). La Casa delle libertà è minoranza nel paese anche se contiamo i voti generali in quanto tali, e non sotto forma di preferenze a liste partitiche. C'è quindi da chiedersi il perché. Parte delle responsabilità sono da riscontrarsi nelle riforme taroccate fatte dalla coalizione di centro destra. La riforma sulla devolution non è stata capita o condivisa e proprio sulle regionali, parte in causa nella riforma, la risposta degli elettori è stata negativa. Mi chiedo inoltre cosa sarebbe successo se la riforma costituzionale fosse già applicata e se l'Italia fosse guidata da una coalizione di Centro destra con 16 regioni governate dal Centro Sinistra: il caos legislativo e un carico di ricorsi istituzionali che ingesserebbero ogni decisione più elementare.

Ancora, l'attuale sistema bipolare all'italiana ha creato il paradosso di se stesso: in Puglia un rappresentante di un partito estremista, con un programma a dir poco rivoluzionario, ha prima sconfitto un riformista cattolico (il professor Boccia) attraverso le primarie e poi un giovane ma esperto conservatore (l'ormai ex presidente Fitto) attraverso l'appuntamento elettorale. I risultati possono essere letti come un rifiuto di questa ingessata classe dirigente. Bisogna favorire il ricambio in senso intergenerazionale. Abbiamo poi scoperto che gli Italiani non seguono le false derive comunicative di chi possiede i mezzi e i fini nel bel paese. Pur con la Rai e con Mediaset, pur con una par condicio spesso violata, la casa delle libertà non è riuscita a spiegare agli elettori le cose fatte e i successi (?)avuti.

Se poi il centrodestra vuole leggere questa batosta come la sconfitta di chi innova talmente tanto da diventare visionario, di chi riforma l'irriformabile e non viene compreso, allora vuol dire che la Casa delle libertà continuerà a farsi del male. E a portare questa Italia al baratro, più di quanto non lo sia già. Bisogna veramente pensare ad una costituente, bisogna veramente ripensare il ruolo dei partiti in Italia, bisogna veramente pensare alla Terza Repubblica. Insomma, bisogna incominciare a pensare.

5 aprile 2005