La Mussolini non è una vittima, però i falsi nella raccolta delle firme sono molto frequenti
di Davide Giacalone

L'onorevole Alessandra Mussolini ha annunciato uno sciopero della fame. Per capire se la cosa risponde a ragioni politiche od a ragioni di linea, occorre ragionare su alcuni elementi. In vista delle elezioni regionali, "Alternativa Sociale", la formazione politica che fa capo alla ex parlamentare di Alleanza Nazionale, ha presentato liste in diverse regioni, corredandole delle necessarie firme. La legge vuole che un certo numero di cittadini attesti, firmando, il proprio desiderio di vedere quella determinata lista competere. Il guaio, per la Mussolini, è che le firme raccolte sono in gran parte false. False in maniera clamorosa. Non si sono accontentati di mettere dei Mario Rossi o dei Giuseppe Bianchi, no, hanno apposto la firma di noti attori e magistrati, i quali, ovviamente, hanno subito smentito. A seguito di ciò, la Corte d'Appello ha annullato la lista per il Lazio. Ed è ragionevole supporre che tale sorte toccherà anche ad altre furbate di Alternativa Sociale.

La cosa notevole, però, è che quelle firme false erano quasi tutte autenticate a cura di consiglieri comunali della sinistra: di Rifondazione Comunista, dei Democratici di Sinistra, della Margherita. La logica è chiara: una lista che disturba la destra finisce con il favorire la sinistra. Inutile scandalizzarsi, in politica è lecito anche ragionare così. Ma non è lecito imbrogliare, non è lecito certificare il falso.

Allora, se l'onorevole Mussolini farà lo sciopero della fame per protestare contro una realtà, quella della raccolta delle firme, troppo spesso taroccata e solo raramente sanzionata (come i radicali ripetono da tempo), sarà bene dare ascolto alla sua protesta, quale che sia il giudizio che ciascuno può avere della sua condotta politica. Qualora, invece, la parlamentare europea tenti di farsi passare come vittima di un ordito, addirittura di un golpe (davvero interessante il suo riferimento alla dittatura di Ceausescu, benché sia comprensibile che non abbia potuto fare riferimento ai brogli elettorali ed alle violenze antidemocratiche del celebre nonno), qualora voglia farci credere di avere ragione, e, pertanto, diritto a presentare firme false, allora, quella cui assisteremo, è solo una via esibizionistica alla dieta dimagrante.

14 marzo 2005