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Una coraggiosa presa di distanza dal fascismo che ha fatto nascere una destra democratica
di Cesare Greco
Dieci anni sono trascorsi dalla svolta di Fiuggi che portò alla nascita di Alleanza Nazionale. Quella operazione politica segnò un cambiamento storico nel quadro politico e nella convivenza civile di questo paese, probabilmente oltre le stesse intenzioni dei promotori.
Dieci anni fa si concluse definitivamente il dopoguerra italiano.
Per cinquanta anni una porzione di società e una consistente forza politica si erano poste al di fuori del dibattito democratico, riconoscendosi nella tradizione storica e politica del fascismo e mantenendo alto il muro che aveva separato l'Italia durante la guerra civile. Con la svolta di Fiuggi quella porzione di società e la forza politica che in Parlamento la rappresentava hanno effettuato una cesura drastica quanto drammatica con il proprio passato riconoscendosi nell'ordinamento democratico nato dalla sconfitta storica del fascismo.
Non si può non riconoscere che quello strappo fu sostanziale e che si sia legittimato nel tempo con azioni politiche concrete, che hanno reso interlocutori sempre più credibili i dirigenti di Alleanza Nazionale.
A conclusione di questo cammino vi sono fatti importanti e definitivi, in particolare il riconoscimento della criminale iniquità delle leggi razziali e i ritrovati rapporti con Israele, ostinatamente perseguiti e realizzati da Storace e Fini.
Oggi nessuno, nemmeno a sinistra, pone il problema della legittimità di Storace a governare una regione importante come il Lazio così come dei ministri di AN a dirigere importanti ministeri e di Fini a rappresentare lo Stato Italiano come capo della diplomazia.
Ma da quella coraggiosa operazione sono derivate altre importanti conseguenze. In primo luogo, la fine dello spirito del dopoguerra ha consentito, anche da parte di importanti intellettuali di sinistra, una rilettura critica, a tutto campo, dei tragici avvenimenti che hanno accompagnato la caduta del regime fascista e il ritorno dell'Italia alla democrazia, senza che per questo si scatenassero feroci reazioni, come più volte avvenuto in passato, ma dando vita a un dibattito serrato e duro, questo sì, ma civile e sostanzialmente rispettoso, a tutto vantaggio della ricerca storica.
In secondo luogo si è consentita la nascita di una destra democratica, da cinquanta anni assente nel nostro Paese.
Certo, prima di Fiuggi, il crollo del muro di Berlino, con le sue conseguenze di portata planetaria, e la svolta occhettiana della Bolognina, con la nascita dell'allora PDS, avevano creato il terreno favorevole ad un rasserenamento della lotta politica, ma alla definitiva soluzione della vicenda italiana mancava l'importante tassello che a Fiuggi fu realizzato.

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