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Professore, ricorda la strategia di Lisbona?
Come farà a conciliarla con Rifondazione? di Alessandra Servidori
Sarà una campagna elettorale lunghissima e noiosissima: le elezioni politiche sono ancora abbastanza lontane ma le coalizioni hanno già cominciato a suon di proclami, di colpi bassi e schiaffoni reciproci,a farsi una guerra mediatica che già, ai più, risulta insopportabile. Poco ci interessa se in Puglia ha vinto le primarie drogate il "garçonne Niki Vendola", rifondaiolo della prima ora. Della deriva sinistra del centro/sinistra ormai ce ne eravamo ampiamente accorti e francamente rassegnati, a prendere atto di uno schieramento che opportunisticamente sa di poter vincere con i numeri in Italia come a Bologna. Senza Rifondazione e Fausto Bertinotti non si conquista né il Bel Paese né sarebbe stato possibile riprendere la Turrita città. Dunque il Professor Prodi, dovrà spiegare ai suoi elettori, oltre al dissenso evidente dei diessini doc che non hanno intenzione di essere ingoiati dal vetero-comunismo, cosa metterà nel suo programma elettorale che necessariamente dovrà essere intransigente e oltranzista.
Pena le bizze di Bertinotti, Pecoraro Scanio, Cossutta e compagnia bella che armati di clava opereranno un sistematico STOP and GO teso a condurre il gioco e a mettere le bandierine sulla ripartizione dei ministeri. Chissà cosa del Comitato europeo per la politica economica, l'ex presidente della Commissione Europea, oggi leader del centro/sinistra, metterà nel programma per farsi votare dagli Italiani?
Sono quattro gli ingredienti base per migliorare la competitività in Italia, identificati dall'autorevole Comitato di Bruxelles: una ricetta a base di accelerazione della riforma pensionistica, ammodernamento del mercato del lavoro, maggiori investimenti in istruzione e ricerca, migliore concorrenza nel campo dell'energia e delle professioni. Sono queste le direzioni sul quale il nostro Paese deve muoversi, secondo il Rapporto 2005 sulle riforme strutturali, appena varato dall'Ecofin che raggruppa tutti i rappresentanti delle banche centrali dei 25 Paesi UE.
Per tenere il passo con la Strategia di Lisbona l'Italia - cito testualmente - "…deve proseguire sul terreno già arato delle riforme e soprattutto sono registrati sviluppi positivi sul mercato del lavoro grazie alla Riforma Biagi e dunque bisogna procedere per migliorare la partecipazione al mercato del lavoro, ridurre le differenze regionali, aumentando la produttività e la partecipazione della forza lavoro, incoraggiando la differenziazione dei salari e diminuendo la protezione legislativa dell'occupazione".
Come la metterà il Professor Prodi con la coerenza delle linee politiche europee e l'intransigenza anti-riforme professata contro la Legge Biagi da Rifondazione e dalle varie Leggi regionali a maggioranza uliviste tese a contrastare (più che a legiferare in termini concorrenti) nell'ambito del ruolo loro affidato dal decentramento delle funzioni, le parti applicative previste dalla Legge 30/2007?

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