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Competitivita': occorre una strategia globale e un deciso impulso all'integrazione delle imprese Confcooperative
Per rilanciare la competitività occorre una visione strategica, innovativa e lungimirante, con politiche di ampio respiro e strumenti incisivi. Singole misure non inserite in una strategia ben strutturata sarebbero inefficaci. Serve quindi un progetto solido e ambizioso che dia alle imprese la fiducia necessaria per attuare in pieno le proprie potenzialità.
Il tessuto imprenditoriale italiano, costituito per oltre il 90% da piccole e medie imprese, deve il suo successo a caratteristiche di flessibilità ed elasticità che oggi non sono però più sufficienti. Nell'attuale scenario internazionale, in cui sono privilegiate capacità di scala, innovazione e penetrazione globale di mercato, pilastro fondamentale della politica di competività devono infatti essere il sollecitare l'acquisizione di economie di scala, il rafforzamento organizzativo di mercato, l'acquisizione continua di innovazione e tecnologia.
Occorre pertanto sollecitare con strumenti adeguati sia la crescita dimensionale delle aziende, sia i processi di integrazione (a rete, di filiera etc.) per esempio nella forma eccellente del consorzio cooperativo. Affinché possano accrescere la propria competitività, le piccole imprese devono essere incentivate a lavorare insieme per conseguire quelle potenzialità precluse a ciascuna singolarmente.
È molto importante, inoltre, che le misure messe in atto siano articolate in modo da tenere conto di tutte le differenti espressioni imprenditoriali del nostro Paese.
Le cooperative, che solo per fare alcuni esempi producono oltre il 6% del PIL, organizzano il 50% delle produzioni agroalimentari, creano innovazione e occupazione nello sviluppo del nuovo welfare e nei settori labour intensive, possono contribuire in modo determinante al rilancio della competitività del sistema-Paese. Hanno però bisogno di essere sostenute, oltre che nell'integrazione e nella crescita dimensionale, nell'accellerare la capitalizzazione e nella qualificazione imprenditoriale.
Occorre inoltre ribadire che, nell'ambito delle politiche finalizzate alla competitività, lo sviluppo del Mezzogiorno rappresenta una condizione essenziale nell'interesse dell'intero Paese. Fondamentale è anche la riforma in atto del sistema dell'istruzione, nell'ottica di un miglioramento a lungo termine e ben radicato.
Il rilancio della competitività non può infine prescindere dal tema del costo del lavoro - soprattutto per i settori ad alta densità di lavoro - con particolare attenzione al peso di alcuni tributi, alla riforma degli ammortizzatori sociali e al problema del trasferimento del TFR nei fondi pensione.
13 gennaio 2005

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