I Lothar dalemiani sono ritornati
e guardano con insistenza al Campidoglio
di Mario Adinolfi

C'era un tempo in cui a Palazzo Chigi regnavano dei signori, in gran parte dotati di una splendida e lucente pelata, che terrorizzavano l'Italia o almeno le redazioni dei giornali. Furono soprannominati "lothar" ed avevano la caratteristica di essere stati creati tutti a immagine e somiglianza del proprio leader di riferimento: Massimo D'Alema. Nel senso che se lui era notoriamente un intrattabile figlio di buona donna, loro erano in grado di fare anche di peggio. Ecco, i lothar ora sono tornati. Tutti insieme contemporaneamente.

I lothar, dopo aver smaltito la travagliata questione delle pezze-al-culo, sono tornati più forti che pria. Quello meglio piazzato, da sempre, è Claudio Velardi, che dopo anni di incarichi più o meno piccoli per la sua società di marketing politico Running, in vista delle prossime regionali ha fatto il colpaccio: per conto del candidato del centrosinistra a presidente della Calabria, Agazio Loiero, seguirà tutta la comunicazione della campagna, che si annuncia una passeggiata di salute per l'ex uomo forte dell'Udeur ed ora margheritino di stretta osservanza rutelliana.

Altro lothar dalemiano che ha nuovamente fatto capolino dentro le vicende della politica che conta è stato Fabrizio Rondolino, che ieri dalla prima pagina della Stampa ha lanciato un affondo micidiale contro Romano Prodi. "Prodi ha cessato di essere il leader del centrosinistra - ha scritto Rondolino - quel 9 ottobre 1998 in cui il suo governo cadde a Montecitorio per un solo voto. La ferita procurata da quella crisi non si è mai rimarginata. E dopo più di sei anni non riesce, perché probabilmente non può, rimarginarsi". E poi la revolverata finale: "Se così stanno le cose, il centrosinistra dovrà seriamente riflettere sulla scelta del proprio leader. La cui forza non deriverà tanto dal controllo di questo o quel pacchetto di voti all'interno dell'alleanza, ma dalla capacità di incarnare un ragionevole e solido compromesso tra 'ulivisti' e 'partitisti'. Inutile aggiungere che questa persona esiste, e che il suo nome circola insistentemente, seppur a mezza voce, nel centrosinistra, dove sempre più spesso con un misto di speranza e timore si volge lo sguardo al Campidoglio".

E questo rinnovato amore tra l'ex portavoce di D'Alema ed il sindaco di Roma risponde pienamente al nuovo clima di accordo che si è creato nelle ultime settimane tra i due ex nemici storici, come abbiamo scritto più volte su Media Quotidiano. Ma il sigillo finale al fidanzamento tra Walter e Massimo è stato messo ieri pomeriggio, a Bari, alla presenza di un altro lothar di primo livello. Quel Nicola Latorre storico braccio destro del presidente dei Ds che ieri ha visto onorare la propria candidatura alle suppletive senatoriali dalla presenza dello stesso Veltroni.

da www.mediaquotidiano.it

11 gennaio 2005