Le forzature di Libero
e il nostro lavoro politico

Con un articolo di Nino Sunseri, Libero del 23 dicembre indica in Società Aperta il terreno di coltura di un progetto politico teso a portare Luca Cordero di Montezemolo alla guida di uno schieramento politico alternativo agli attuali Poli. In particolare il presidente di SA, Enrico Cisnetto, sarebbe "l'ideologo" dell'attuale presidente della Confindustria.

Riportiamo l'articolo di Libero per dovere di cronaca, ma la realtà è ben diversa, palese e documentata da tempo sul nostro sito e nelle iniziative che sono state avviate ben prima dell'arrivo di Montezemolo a via dell'Astronomia. Anzi, all'epoca si disse che Società Aperta voleva tirare la volata per una discesa in politica del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. Nell'Italia di oggi, evidentemente, il gusto di parlare di politica per il semplice desiderio di dare un contributo al miglioramento del Paese non viene facilmente inteso; bisogna sempre trovare una dietrologia.

Cisnetto, dunque, non è l'ideologo di Montezemolo che ovviamente non ha bisogno di qualcuno che pensi per lui. Né si sono mai tenute riunioni carbonare, tanto meno nella sede di Società Aperta, per definire le modalità di entrata nell'arena politica del presidente della Confindustria. C'è stata invece una riunione di Società Aperta, il 13 dicembre, pubblicizzata preventivamente e aperta al pubblico, per discutere il programma di azione del nostro movimento nel nuovo anno. In quella riunione Cisnetto ha esposto la sua proposta politica per Società aperta. Una proposta che mira a intensificare il lavoro fatto finora per rompere l'attuale bipolarismo intessendo una rete di alleanze con chi, nella politica, nelle organizzazioni sociali, nelle professioni, è convinto che le regole attuali di funzionamento della politica impediscono di invertire l'attuale declino del Paese.

I nomi menzionati nell'articolo di Libero (Letta, Alemanno, Follini, Bersani, Amato), sono quelli di esponenti politici che nel corso del 2004 hanno partecipato a momenti di discussione di Società Aperta, discussione sfociata nella proposta di elezione di una Assemblea Costituente per la Terza Repubblica. Nessuno ha certamente prefigurato un "governo di larghe intese" che unisse (ma ve lo immaginate?) tutti questi personaggi in un rinnovato pentapartito.

Resta il fatto che Cisnetto in un suo articolo ha effettivamente invitato Montezemolo a "sporcarsi le mani". Basta però rileggerlo, quell'articolo, anch'esso presente sul nostro sito, per rendersi conto che l'invito rivolto al mondo imprenditoriale non prefigura nuovi schieramenti, ma mira anzitutto a superare la neutralità degli industriali sugli aspetti istituzionali. Società Aperta è infatti convinta che lasciarela riformulazione delle regole della politica solo ai politici, senza una forte pressione da parte della società civile, sia altrettanto nefasto che lasciar fare la guerra solo ai generali.

Siamo impegnati, insomma, in un grande lavoro che consideriamo culturale ancor prima che politico e che molto probabilmente troverà sbocchi solo nel medio termine, come ha spiegato Cisnetto nella riunione del 13: nell'inevitabile crisi politica che seguirà le elezioni del 2006, se queste elezioni saranno condotte con i vecchi meccanismi. L'impegno, come spiegato nei nostri documenti, è di intessere alleanze su temi e obiettivi comuni tra persone che provengono da diversi schieramenti e da diverse esperienze sociali e hanno ruoli diversificati nella società. Ridurre tutto ciò a un comitato elettorale per questo o quel potenziale candidato premier è davvero mistificante.

23 dicembre 2004