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Non serve discutere dell'abilità di un giocatore quando a non funzionare
sono le regole del gioco
di Davide
Giacalone
Sono stati gli elettori a far cadere il governo Berlusconi?
No. E'vero che la maggioranza ha perso le elezioni regionali, ma in
Francia e Germania le sconfitte dei governi alle elezioni amministrative
sono state di dimensioni ancora maggiori, e non è successo nulla. E'
stato il Parlamento a tagliere la fiducia al governo? No. Ad un certo
punto è sembrato che Berlusconi volesse dare, finalmente, applicazione
all'articolo 94 della Costituzione, rifiutando di dimettersi e chiedendo
il dibattito parlamentare, ma ci ha ripensato, ha invertito la rotta,
ed è andato al Quirinale. Infine: è stato il Presidente della Repubblica
a mettere in dubbio la continuità di governo? No. Anzi, sul colle più
alto c¹era diffidenza verso le elezioni immediate, il che ha aiutato
chi volva andare avanti.
E, allora, chi ha fatto cadere il governo? Risposta: sono state due
forze politiche che raccolgono, ciascuna, meno del 4 per cento dei voti,
vale a dire meno di quel che serve per eleggere parlamentari propri.
Da una parte la Lega, con la sua pretesa di imporre riforme costituzionali
che agli altri non piacciono; dall'altra l'Udc, con la sua pretesa d'avere
un ruolo di guida in una coalizione dove sono minoranza. Il fatto è
che se quelle pretese hanno un peso, se giungono a far cadere un governo
il cui presidente ha detto in tutte le salse che non intendeva dimettersi,
ciò vuol dire che quello era un governo di coalizione e che la coalizione
viene meno anche quando un gruppo di minoranza l¹abbandona. Esattamente
come nel sistema elettorale proporzionale, dove, però, ciascuno eleggeva
i parlamentari con i voti propri, non con quelli degli alleati.
Altro fatto: in poche ore di consultazioni 28 soggetti si sono recati
da Ciampi, di cui 24 rappresentavano gruppi parlamentari. 24 gruppi
parlamentari non si sono mai visti, ai tempi del proporzionale, ed è
un'assurdità che esistano in quelli del maggioritario. Anzi, quelle
sono 28 smentite alla semplice esistenza del maggioritario.
Morale: ci raccontiamo di essere in un sistema bipolare e maggioritario,
già si prepara, in questa chiave, la prossima competizione elettorale,
ma è una balla. Il sistema che si è realizzato è sbilenco e bislacco,
è la seconda volta che il governo cade a causa dei voti regionali (la
prima fu con D'Alema), pretende di avere leader assoluti, ma poi crolla
per le bizze di ali minoritarie. In queste condizioni si può pure discutere
dell'abilità, o della simpatia, di questo o quel giocatore, ma non si
va lontano se non si prende atto che a non funzionare sono le regole
del giuoco.
22 aprile 2005

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