La crisi del centrodestra e la vittoria di Venezia devono rafforzare la richiesta di una Costituente
di Cesare Greco

Gli sviluppi politici successivi alla pesante sconfitta della Cdl alle ultime elezioni amministrative, caricate comunque di una non indifferente valenza politica, hanno messo in evidenza tutti i limiti imposti dalla composizione dei poli e dalla sostanziale incomunicabilità tra forze che trovano nel mero calcolo elettorale la ragione del loro stare insieme.
D'altra parte, la vittoria di Cacciari alle comunali di Venezia ha rivelato l'esistenza e la forza di un elettorato moderato pronto a riconoscersi in un leader e un programma che, nei fatti, si colloca al di fuori dei poli e, anzi, con successo li sfida.
Da tutto ciò appare evidente che, ove sostenuto da esponenti e programmi politici credibili, esiste uno spazio ampio per una terza forza moderata che si collochi al centro e rifiuti compromessi elettoralistici con le estreme. Una forza che risponda alle attese di governabilità sulla base della coerenza programmatica.
Purtroppo l'atto di coraggio che è stato possibile a Venezia, prima che si verificasse la frana del centro-destra, sembra essere improponibile a livello nazionale, a causa dei timori indotti dal sistema elettorale e dal bipolarismo bastardo che ne è diretta conseguenza.
Questa considerazione, insieme al timore di continuare a vedere la Carta Costituzionale vittima delle scorrerie dei due schieramenti contrapposti, ci rafforza nell'idea che non sia più rinviabile l'elezione di un'Assemblea Costituente che corregga i gravi errori di questi anni, ripristini una coerenza condivisa delle regole e modifichi il demenziale sistema elettorale vigente.



20 aprile 2005