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Venezia, città storicamente di sinistra ha mostrato la forza del
voto "moderato"
di Antonio Gesualdi
Il ragionamento era semplicissimo, ma andava fatto
sui voti dei singoli veneziani, non sulle percentuali o i sondaggi.
Al primo turno i veneziani avevano dato 51.081 voti alle sette liste
di Casson e 18.479 alle due di Cacciari. Al primo turno aveva votato
il 72,4%, ovvero circa 167mila veneziani.
Al ballottaggio la vera incognita era quella dell'affluenza alle urne:
se fosse stato sotto o intorno al 50% Casson avrebbe potuto farcela,
ma più vicini al 60% e oltre significava che i veneziani pro-Cacciari
avrebbero avuto la meglio. E infatti ha votato il 55,82%, ovvero 124.430
aventi diritto. Casson partiva da una piattaforma che poco avrebbe potuto
aumentare, mentre tutto il resto andava sommato al voto del primo turno
ottenuto da Cacciari.
E i numeri non sono un'opinione... neppure politica.
Uso un po' di sicumera perché la previsione della vittoria di
Cacciari a Venezia noi di Società Aperta l'abbiamo fatta ancora
ad urne aperte. Non siamo venditori di sondaggi o di previsioni elettorali,
ma un movimento politico e culturale che continua a dimostrare di vedere
lungo. Si vede lungo quando il ragionamento è pragmatico, responsabile
e libero da ideologismi e fanatismi di sorta.
Ormai siamo sgolati per quanto continuiamo a ribadire - e l'abbiamo
fatto anche nel nostro appello pro-Cacciari pubblicato sulla stampa
veneta - che il sistema così come si è configurato nel
dopo tangentopoli non funziona. E per giunta non funziona a tutti i
livelli. Questo perché non siamo in una Seconda Repubblica, ma
solo nel periodo di transizione spuria, "bastarda", di un
sistema istituzionale ed elettorale che è sempre più inadeguato
ad una democrazia moderna e immersa, volente o nolente, nella globalizzazione.
Venezia non è una città a sé, è una città
globale, un laboratorio politico e anche la dimostrazione concreta di
quanto andiamo proponendo. Non solo, ma Venezia rappresenta molto di
più perché è una città politicamente e storicamente
di sinistra e dove i cittadini "moderati" hanno dimostrato
di essere importanti e decisivi.
Votando, apparentemente, un "vecchio" sindaco i veneziani
hanno indicato una strada al Veneto, ma anche alla nazione intera.
18 aprile 2005

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