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Società Aperta per il "Referendum Nuovo Proporzionale"
Oggi, 30 settembre 2004, Società Aperta ha aderito al Comitato promotore per la raccolta firme del "Referendum nuovo proporzionale". Il quesito realizza una 'ripulitura' del Testo unico delle leggi elettorali per l'elezione della Camera che produce appunto un nuovo sistema proporzionale, con preferenza unica e soglia di sbarramento al 4%. Insomma, addio alla parte uninominale del Mattarellum.
Enrico Cisnetto ha precisato che questa adesione si iscrive nel percorso finora seguito da Società Aperta, in quanto il Referendum Nuovo Proporzionale, come la costituzione di un'Assemblea Costituente, non sono altro che strumenti. L'obiettivo resta quello di rompere i poli, superando l'attuale legge elettorale e i suoi meccanismi. Una "dialisi" politica che deve produrre coalizioni programmaticamente più omogenee, consentendo a tutti i "riformisti" - intesi come uomini e forze sensibili alla necessità di una nuova fase costituente della vita nazionale - di unirsi per battere estremisti e conservatori. Questo significa, prima di tutto, ripensare l'attuale meccanismo di voto, premessa indispensabile per il cambiamento.
Se si vuole evitare la paralisi del Paese, infatti, occorre rivedere in modo organico e strutturale l'intero impianto statuale, e per far questo bisogna ripensare il sistema politico, a partire dalla legge elettorale che lo genera.
L'iniziativa referendaria ha radunato intorno ad un tavolo diverse forze politiche, a dimostrazione della trasversalità del problema e della volontà di costruire un diverso modo di fare politica.
Tra i sostenitori della proposta, Claudio Signorile e Sergio Talamo (Unità socialista), Stefania Craxi Giovane Italia), Sandra Cerusico (Comunisti italiani), Enrico Cisnetto (Società Aperta), Carlo Fiordaliso (Uil), Felice Besostri (Socialismo 2000), Gerardo Bianco (Popolari-Margherita), Paolo Cirino Pomicino (Udeur), Mauro Del Bue (Nuovo Psi), Andrea Orsini (Forza Italia), Pino Pisicchio (Mezzogiorno d'Europa) e Bruno Tabacci (Udc).
Il Comitato si propone di "restituire il potere di scelta ai cittadini" - come sottolineato da Sergio Talamo - senza creare un clima antagonistico rispetto ai classici procedimenti legislativi, ma anzi provando a svolgere una funzione di stimolo del dibattito anche in sede parlamentare. "E se è vero - prosegue Paolo Cirino Pomicino - che il sistema elettorale è una macchina fotografica che rileva le opzioni politiche di un Paese", è altrettanto confermato che il proporzionale appaia come quello che meglio si adatta alla realtà europea. Spagna e Francia sono un esempio di come tale sistema abbia prodotto non solo governabilità, ma anche l'alternanza che molti ritengono di poter perdere con il passaggio al proporzionale, seppure con uno sbarramento del 4 o 5%. Deve perciò sparire dal dibattito l'"ipnosi semantica secondo la quale il maggioritario è buono mentre il proporzionale è cattivo" (Pisicchio) e l'odierno paradosso per cui - secondo Bruno Tabacci - "non sono più gli elettori a scegliere i candidati, ma sono i candidati che, avendo l'unico compito di piazzarsi in un collegio vincente, si scelgono gli elettori".

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