Economia       Politica   Internazionale   Giustizia   Grandi temi Cronache ipertestuali
Riforme: Signorile lancia referendum 'nuova proporzionale' (2)

(ANSA) - ROMA, 30 SET - "Il referendum è una battaglia di civiltà: ci troviamo di fronte a un sistema elettorale che ha fallito - sottolinea Stefania Craxi - che ha creato due schieramenti, l'uno incapace di approvare il proprio programma, l'altro incapace addirittura di crearne uno. Prima ha prodotto le moltiplicazioni dei partiti obbligandoli poi a ingozzarsi in uno dei due becchi d'oca disponibili". Un'altra critica è per "lo scadimento della funzione parlamentare" dovuta alla sovversione "del principio morale del collegio uninominale". A prendere atto" del fallimento del Mattarellum, anche Andrea Orsini (FI), che vede la campagna referendaria come "un utile strumento" per sollecitare il Parlamento a cambiare il sistema elettorale, visto che la legge attuale "non garantisce la partecipazione dei cittadini e non ha assicurato, nelle scorse legislature, la stabilità dei governi". "Questo non significa - sottolinea tuttavia Orsini - mettere in discussione il bipolarismo, che è una conquista importante, e che va se mai consolidato e reso più maturo, né quindi immaginare un proporzionale puro, senza correttivi. Si deve lavorare sulla strada di una riforma che favorisca insieme la stabilità e il diritto degli elettori di scegliere davvero da chi vogliono essere rappresentati e governati". Cirino Pomicino (Udeur) paragona il sistema elettorale a "una macchina fotografica" sottolineando che il proporzionale "é quello che "rileva meglio le opzioni del paese". Il proporzionale, inoltre, "non mette in discussione i principio del "bipolarismo" e della "democrazia dell'alternanza", di cui si ritiene a favore. Contrario, invece, al sillogismo usato per dire che "il maggioritario è uguale a bipolarismo e il proporzionale uguale a democrazia bloccata". Un'altra critica riguarda l'espropriazione del diritto dell'elettore a scegliere partito e candidato: "noi vogliamo che quel diritto torni ai cittadini". Pisicchio invita poi a una riflessione: "E' bene fare attenzione al sistema elettorale perché questo produce politica. Ed è evidente che un sistema elettorale truffaldino produce politica truffaldina. Oggi il cittadino non sceglie il candidato, mentre è necessario che quella facoltà torni ad essere un suo diritto". Tabacci (Udc) considera l'Italia il paese "dell'esagerazione". Tra i paradossi provocati dal fallimento del sistema elettorale cita "le oligarchie senza partiti e la scomparsa della politica". "Eravamo andati alla ricerca di un bipolarismo virtuoso mentre ci siamo ritrovati - sottolinea il deputato centrista - con un bipolarismo populista e poi il premierismo". E ancora critica "la trasumanza" di deputati dall'uno agli altri partiti e la mancata scelta dei candidati da parte degli elettori: "Oggi è il candidato che sceglie gli elettori, cercando di inserirsi nel collegio vincente. Se serve introdurre uno sbarramento a questi eccessi e trovare un equilibrio - conclude - nessuno può chiamarsi fuori da questa iniziativa". (ANSA).


Società Aperta: Via della Consulta, 50 - 00184 Roma tel. 064745514