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Referendum per un nuovo proporzionale
ROMA, 30 settembre 2004 - AgenParl - Il referendum per un "nuovo proporzionale" è stato presentato oggi, a Montecitorio, in una conferenza stampa dal Comitato Promotore. L'iniziativa referendaria - per la quale è già iniziata la raccolta delle firme - si propone l'abrogazione della parte che regola l'elezione uninominale di deputati , espungendo
le norme relative dal Testo Unico delle leggi elettorali.
L'obiettivo è quello di realizzare le condizioni per una legge elettorale basata sul nuovo proporzionale che prevede una soglia di sbarramento al 4% e una sola preferenza attribuibile tra i candidati della lista prescelta.
Alla conferenza stampa hanno preso parte i promotori: Claudio Signorile e Sergio Talamo di Unità socialista, Stefania Craxi della Giovane Italia, Sandra Cerusico del PDCI, Arduino Agnelli dell'Associazione per la proporzionale, Felice Besostri di Socialismo 2000, Gerardo Bianco dei Popolari nella Margherita, Paolo Cirino Pomicino dell'UDEUR, Enrico Cisnetto di Società
aperta, Mauro Del Bue del Nuovo PSI, Carlo Fiordaliso della UIL, Andrea Orsini di Forza Italia, Pino Pisicchio di Mezzogiorno Europa, Bruno Tabacci dell'UDC, Giuseppe Pizza della Democrazia Cristiana.
La tecnica adottata dai proponenti è quella, già sperimentata in altre occasioni, dell'operazione "chirurgica" sul testo del Mattarellum, in modo che non si crei un vuoto legislativo e i disposti restanti risultino comunque sufficienti a dettare norme organiche. Un metodo questo che in passato ha fatto storcere la bocca a molti giuristi e costituzionalisti, in quanto aggirerebbe
furbescamente il disposto costituzionale, che prevede soltanto il referndum abrogativo, ma che è stato ritenuto ammissibile dalla Corte di cassazione e da quella Costituzionale.
Ancorchè i promotori abbiano dichiarato di rappresentare solo se stessi e non i partiti in cui militano, non può non destare sorpresa l'assenza dei proporzionalisti del Correntone diessino, come il sen. Cesare Salvi, e di Rifondazione Comunista e la presenza di un esponente di Forza Italia. Cesare Salvi ha presentato in Senato un DDL improntato al "proporzianale alla tedesca" in sintonia con quello dello stesso tenore firmato dal popolare Nicola Mancino. E poiché motore dell'iniziativa è stato il gruppo socialista dell'ex ministro Signorile, gli osservatori più attenti hanno visto nella regia del Comitato una scelta anche politica in favore dell'assetto politico prefigurabile con la proporzionale: un'articolata alleanza di centro con taglio a destra della Lega e di AN e a sinistra dei DS e di Rifondazione. Un retropensiero, in qualche modo, confermato da qualche autorevole esponente del Comitato. sarebbe questa la "vendetta", consumata gelatissima, degli uomini del Garofano, a suo tempo messi in un angolo dal sistema uninominale voluto dall'allora PDS di Achille Ochetto.
Altro motivo di curiosità è dato dalla presenza di un uomo di Forza Italia, seppure non diretta emanazione del gruppo di comando di via dell'Umiltà. La tesi più accreditata è che il Cavaliere abbia approvato la presenza di un suo esponente nel Comitato promotore, per utilizzarla come arma di pressione sugli alleati di AN e della Lega che, ovviamente, pur essendo stati a suo tempo proporzionalisti perchè temevano di essere emarginati dall'uninominale, sono oggi i più strenui difensori del sistema elettorale che li ha “sdoganati”.

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