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Adesso anche la Francia deve cambiare strategia
di Davide Giacalone

La legge contro l'ostentazione dei simboli religiosi, di qualsiasi religione, è stata lungamente ed accesamente discussa dalla democrazia francese. E' stata approvata, e vieta l'uso in luoghi istituzionali del velo islamico, così come di sfarzose croci cristiane o di kippah ebraiche. E' una buona legge, nata dal problema di limitare l'uso di un velo che impedisce l'identificazione delle persone e che, per rispetto nei confronti degli islamici, si è allargata anche ad altri simboli, oggettivamente meno intralcianti del velo. Ma non è bastato.

Così come non è bastato, alla Francia, tenersi su una posizione di contrasto rispetto alla scelta belligerante di americani ed inglesi, e financo diversa da quella degli italiani, che in Iraq si trovano in missione di pace. Il terrorismo ha colpito ugualmente, ed ora tiene in mano la vita di due giornalisti francesi, ricattando il loro Paese, chiedendo che non si dia applicazione a quella legge sui simboli religiosi.

Questo ulteriore, drammatico capitolo del terrore fondamentalista, consegna una lezione a quanti, fin qui, hanno fatto finta di non vedere e non capire: le loro armi non si rivolgono solo contro gli "occupanti", la loro guerra è contro l'Occidente, la libertà, l'autonomia dell'individuo. Le polemiche sulla posizione specifica di questo o quel governo sono, naturalmente, del tutto legittime, ed è questo il sale della democrazia. Ma guai a confondere il nostro dibattito interno con quella specifica minaccia esterna.

Non si confonda la condotta di queste bande criminali con la storia e la natura dei popoli cresciuti nel culto islamico, ma a questi terroristi non si dia una sola speranza di sopravvivenza.

30/08/2004


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