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L'Italia che non c'e': 3 - L'energia dell'idrogeno
di Carlo Iannattone

Andrew Marshall, consigliere della difesa per la Casa Bianca, stratega degli orientamenti teorici dell'esercito americano, ha commissionato per il Pentagono un rapporto sullo stato del clima del nostro pianeta.

I risultati ottenuti sono semplicemente stupefacenti:

  1. nell'anno 2020 alcune importanti città europee rischieranno di rimanere sommerse dall'innalzamento dei mari;
  2. nello stesso momento la Gran Bretagna rischierà di possedere un clima di tipo "siberiano";
  3. nel 2005 il pericolo di elevate inondazioni aumenterà in modo esponenziale.

Il Dottor Randall, uno dei due principali autori del rapporto, ha dichiarato che, al momento, non si ha chiarezza su quale punto del processo di disgregazione climatica ci stiamo trovando.
Tutto ciò, ben presto, determinerà radicali cambiamenti nella vita di milioni di persone, seminando caos a livello globale, portando il pianeta sull'orlo dell'anarchia, scatenando conflitti soprattutto di tipo militare nucleare.
Prevedere questo scenario non è molto difficile se immaginiamo le conseguenze dei cambiamenti climatici sulle risorse alimentari, idriche e soprattutto energetiche.
Abbiamo bisogno, giustamente secondo Randall, di un rapido cambiamento degli accordi globali, finalizzati a rallentare il riscaldamento della Terra, tramite la riduzione drastica e veloce dell'uso dei combustibili fossili.
A questo punto dobbiamo avere il coraggio di riconoscere la necessità di scommettere subito sulla rivoluzione energetica dell'idrogeno.
A dimostrazione di quanto abbiamo sopra scritto ci viene incontro la gigantesca ed obsoleta infrastruttura industriale che in questi ultimi decenni ha retto le sorti dello sfruttamento del petrolio, questa è davanti agli occhi di tutti e sta quotidianamente dimostrando di essere vistosamente invecchiata e sempre più soggetta a black out, guasti e rotture.
Per poterla mantenere in efficienza stiamo attualmente pagando dei prezzi in costante aumento ricavandone ogni giorno benefici sempre più esigui.
Secondo un ulteriore studio denominato "statistical review of word energy" apparso a Londra nel 2000, e redatto dalla BP Amoco, la produzione mondiale di petrolio pro-capite ha raggiunto il picco nell'anno 1979 e da allora, ogni dodici mesi, si registra un continuo declino, in quanto anche se l'offerta dell'oro nero è in aumento ancor più rapido risulta essere l'incremento della domanda.
Inoltre all'orizzonte non si profila nemmeno una inversione di tendenza a favore di fonti energetiche alternative vedi gas naturale, carbone, greggio pesante, sabbie bituminose, nucleare.
Con questo stato delle cose la domanda che ci dobbiamo porre è:
Come si possa creare in breve tempo un nuovo regime energetico ?? Nasce così la seconda grande necessità di scommettere subito sulla rivoluzione energetica dell'idrogeno.
Il futuro di questa sostanza, la più importante fra gli elementi chimici dell'universo, che costituisce il 75% della sua massa ed il 90% delle sue molecole, è nel poter divenire sorgente energetica con potenzialità illimitate.
L'idrogeno è il punto finale della "decarbonizzazione" dell'energia, quindi sostanziale per la futura pulizia dell'intero pianeta.
I costi operativi del nuovo sistema saranno decisamente inferiori a quelli attuali, con il grande vantaggio sociale che questi saranno uguali per tutti i paesi del mondo.
Potremmo immaginare una grande decentralizzazione delle produzioni industriali, si potrà ricorrere alle fonti rinnovabili solari, eoliche, idroelettriche, geotermiche per produrre idrogeno generato elettroliticamente.
Già oggi siamo ad un passo dai costi di produzione concorrenziali con quelli della benzina.
La grande rivoluzione sta nel fatto che l'energia all'idrogeno si può immagazzinare e l'ultima generazione di scienziati dichiara che, in tempi brevi, si potrà addivenire allo sviluppo di piccole celle a combustibile, statiche o portatili, con innovazioni tecnologiche tali da permettere un elevato incremento commerciale.
Basteranno dei moduli grandi quanto un frigorifero od un motore di una normale automobile per dare energia alla propria abitazione o all'azienda, saranno sistemi modulari collegabili informaticamente.
Ogni utente potrà diventare consumatore e produttore di energia.
Taglieremo il traguardo di una grande trasformazione economica e soprattutto sociale.
Ma l'Italia in questo contesto dov'è ??
Non c'è, il sistema di governo del nostro paese a tutt'oggi è completamente sordo, abbiamo bisogno di una specifica classe politica che possa definire un programma di sviluppo di una via italiana alla rivoluzione energetica con l'idrogeno.
In questo nostro cammino verso la modernizzazione dell'Italia abbiamo già parlato di neopartecipazioni statali, anche in questa occasione non possiamo esimerci dal ritenere questa la sola strada per recuperare i ritardi accumulati dal nostro Paese.
Dobbiamo lanciare l'idea di un grande investimento bilanciato di capitali pubblici e privati tutti da impiegare in breve tempo a favore di super ricerche e tecnologie utili alla messa in opera di un progetto così importante come quello di iscrivere l'Italia nell'olimpo della nuova élite dell'energia ad idrogeno.

04/03/04


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