|
|
 |
Se il popolo non ha fontanelle a cui dissetarsi, diamogli da bere acqua
in confezioni monodose
di Davide
Giacalone
Con un decreto del ministro delle attività produttive,
Antonio Marzano, è stata presa la seguente decisione: dal 19 luglio,
in Italia, sarà proibito chiedere e servire un bicchiere d'acqua, da
quella data potranno essere vendute solo bottiglie di minerale, dalla
monodose alla due litri. Leggo, e penso che chi prende simili provvedimenti
è bene raggiunga al più presto la propria abitazione.
Dal 19 luglio, 19 luglio, quando farà caldo, un bambino non potrà più
bere gratis, ma dovrà dotarsi della moneta per avere 125 ml d'acqua.
Che berrà in un sorso, avrà presto sete e ne chiederà ancora. Come i
bambini staranno gli anziani, e tutta la gente normale. Quella gente
normale che quando ha sete non siede all'Harry's per bere un mohito,
come probabilmente fa il signor ministro, ma beve acqua, che è anche
salutare e non annebbia le idee.
Qual è la spiegazione di un simile provvedimento alla Maria Antonietta?
Dicono al ministero che, in questo modo, si salvaguarderà l'igiene e
si eviteranoeviteranno i casi di avvelenamento. Poveri cocchi, che leggano
le cronache! Quanti, in questi anni, sono stati avvelenati, al bar od
al ristorante, lo devono proprio all'acqua minerale, nelle cui bottiglie
di plastica era stato messo detersivo od acidi, poi serviti inavvertitamente.
Nessuno è andato all'ospedale per l'acqua del rubinetto, che sgorga
quasi gratis per soddisfare gli assetati.
Leggo l'entusiastico appoggio che al decreto porta la Federazione italiana
grossisti e distributori di bevande. Immagino che anche i produttori
non se ne dispiacciano, e non fatico ad intuirne il perché. Non so in
quale modo siano riusciti a servire a Marzano una tale bevanda, ma so
che il ministro l'ha bevuta.
Le sorti dell'economia italiana non saranno certo compromesse da tale
demenzialità, né i portafogli delle famiglie naufragheranno per dissetare
i pargoli sulla spiaggia, né il tasso d'inflazione si alzerà (ulteriormente)
per la sete. Ma, di certo, e sia detto senza retorica e populismo, chi
ha adottato un simile provvedimento non ha conoscenza alcuna della realtà,
ed è una gran fortuna che, esistendo le libere elezioni, le cose andranno
assai diversamente da quando si suggerì agli affamati di manducare brioches.
11 aprile 2005
|
|