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La generazione del terrorismo deve parlare ai giovani e misurarsi sui
suoi errori
di Davide
Giacalone
Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono stati due
giovani fascisti, violenti ed assassini. Sono stati invitati a parlare,
a Firenze, nel corso di una manifestazione dove era prevista anche la
presenza del Presidente del Consiglio. Gli organizzatori, a causa delle
polemiche, hanno dovuto rinunciare. Ma sarebbe stato giusto farli parlare,
è, in generale, giusto che Fioravanti e Mambro parlino? Non solo è giusto,
è anche un bene.
Qualche giorno fa la terrorista rossa Adriana Faranda era in televisione
con Francesco Cossiga. Ho letto elogi, ma nessuna polemica. Valerio
Morucci presenta i suoi libri nelle scuole, ma non ho letto polemiche
su chi contribuì a sequestrare ed uccidere Aldo Moro. Renato Curcio
tiene seminare. Non si segnalano scandali.
Fioravanti e Mambro non hanno mai approfittato di nessuna legge sui
pentiti, hanno ammesso le loro colpe e non hanno cercato sconti. Ma
hanno fatto molto di più, hanno vivisezionato la loro storia e portato
alla luce i terribili errori commessi. Francesca Mambro ha scritto un
libro con Anna Laura Braghetti (brigatista rossa), raccontando le follie
di una generazione ed il prezzo che si è pagato. Ed è questo il punto:
si descrive spesso, con un conformismo ed un vuoto di sensibilità equidistribuito,
la realtà di una generazione, i giovani di oggi, senza ideali, tutti
dediti al telefonino. In realtà si tratta di giovani che vivono in un
mondo con meno ideologia, e gli ideologizzati di ieri, divenuti giornalisti
e barbosi commentatori, preferiscono dileggiare e compatire, piuttosto
che capire e misurare i propri stessi errori. La generazione del terrorismo,
fascista e comunista, rappresenta proprio la realtà di ideali, o, meglio,
di ideologie, vissuti senza razionalità e ragionevolezza. Sono un buon
esempio, proprio per quel che hanno sbagliato, e sono un buon esempio
per giovani che vogliano dedicarsi alla vita politica senza cadere nelle
visioni assolute che hanno creato i mostri del passato. Quegli stessi
mostri che oggi, umanizzati, si presentano ai loro occhi.
Poi ci sono altri mostri. C'è chi ha scritto che Fioravanti e Mambro
non devono parlare, che il passato non si deve dimenticare, e che gli
stragisti della stazione di Bologna meritano l'espulsione dal consesso
civile. Lo ha scritto Maltese, su Repubblica, commettendo più errori
di quante parole abbia usato. Certo, il passato non deve essere dimenticato,
e fra le cose da ricordare c'è proprio il processo per la strage di
Bologna, che ha prodotto un verdetto ma non ha lambito la verità.
30 marzo 2005
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