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Chi di anatocismo ferisce di cassazione perisce di Davide Giacalone
Le sezioni riunite della Corte di Cassazione sono intervenute a condannare le banche italiane, colpevoli di avere sottratto ricchezza ai propri clienti. Prima con l'anatocismo, ovvero contabilizzando trimestralmente gli interessi passivi, cosicché, su base annua, si pagavano anche gli interessi sugli interessi, ma contabilizzando una sola volta per anno gli interessi attivi (oramai ridottisi a quasi zero). Quindi, non solo tassi diversi, ma anche diverse contabilità. Un furto. Poi con il negato rimborso del maltolto.
Contro la differente contabilità la giustizia si è espressa da anni.
Ma, nel 1998, ad opera del governo presieduto da Massimo D'Alema, fu approvato un decreto significativamente detto "salvabanche". Con quel decreto si bandiva l'anatocismo, ma si evitava alle banche di rimborsare i quattrini ingiustamente prelevati. L'anno successivo la Corte Costituzionale giudicò illegittimo il decreto, ed ora la Corte di Cassazione stabilisce che i quattrini vanno rimborsati anche retroattivamente.
Evviva? Calma con gli entusiasmi. Per riavere i quattrini si deve mandare una lettera alla banca che, con ogni probabilità, non si curerà neanche di rispondere. A quel punto si deve fare causa, ogni singolo cliente deve fare causa. E considerato che, su questa materia, le prime cause sono partite nel 1994, e che i potenziali interessati dovrebbero essere una decina di milioni, si può mettere in preventivo una bella, ulteriore, decade di carte bollate. Così vanno le cose, nella giustizia italiana.
Quel che inquieta è l'atteggiamento delle banche, impermeabili anche solo al considerare un loro dovere l'applicazione automatica di questa sentenza. Dopo i casi Cirio e Parmalat, dopo le fregature allungate ai risparmiatori per coprire le proprie malefatte, dopo le pressioni esercitate per evitare che nuove norme giungano a tutelare i cittadini, dopo tutto questo le banche italiane vorrebbero anche che ci si mobiliti per evitare l'oscena prospettiva di vederle finire in mani straniere. Ho come l'impressione che un simile sistema bancario sia difficilmente difendibile, perché con questo si difendono le arretratezze, le chiusure e l'inefficienza del mercato italiano. In ogni caso, qualcuno s'incarichi di spiegare ai clienti delle banche in cosa consiste il vantaggio, per loro, di una simile difesa.
(9/11/04)

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