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Nove anni per un esame del sangue di Davide Giacalone
Guelfo e Paolo Marcucci sono stati assolti. Scommetto che i più neanche
ricordano di che furono accusati. Scommetto che se lo dico una lampadina
s'illumina nella memoria di ciascuno: il sangue infetto, gli emoderivati con
i quali si sarebbero diffuse epidemie d'epatite e di Aids. Ricordate,
adesso?
Alla Sclavo, l'azienda dei Marcucci, furono sequestrate 25 tonnellate di
emoderivati. Ma questo è niente. Seguirono paginate su paginate di
giornali, presunte inchieste televisive, con relativo invito in studio di
parenti in lutto e collegamenti con emaciati morituri, vittime del desiderio
d'arricchimento dei Marcucci.
E che diamine! pensò l'opinione pubblica, speculare sulle disgrazie,
addirittura diffondere i virus, eludere i controlli per risparmiare,
attentando così alla vita altrui. E che nefandezza!
Ecco, peccato che non fosse vero niente. I Marcucci, infatti, sono stati
assolti "perché il fatto non sussiste". Il "fatto", vale a dire i contagi,
il sangue infetto è così via delirando.
Per giungere a questa conclusione ci sono voluti nove anni. Nove anni. Per
sapere di questa conclusione, inoltre, dovete essere uno dei tre o quattro
che leggeranno queste righe, perché sui giornali, che diedero la prima
pagina all'accusa, dell'assoluzione non trovate traccia. Si può dire che
questa è una gran schifezza, e che il giornalismo italiano ci fa la figura
che merita: lecchino servitore dei più forti?
(23/04/04)

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