|
|
 |
Il commento di Ottavio Lavaggi
Caro Enrico,
sara colpa della mia lontananza dall'Italia (non in questo momento,
visto che sono di passaggio nella canicola romana), ma mi sfugge il
punto del tuo ragionamento.
Se la memoria non mi falla, negli ultimi 56 anni di storia patria, non
vi è stato un unico momento in cui la maggioranza di Governo in Italia
non abbia incluso, come tu auspichi, "laici e cattolici". Non esistendo
neppure alcuna concreta prospettiva politica di escludere gli uni o gli
altri dalla guida politica del paese nei prossimi anni, avrei tendenza
a considerare il tuo appello alla stregua di una richiesta di "estati
romane calde"...se non fosse che ti so troppo intelligente per chiedere
enfaticamente una cosa ovvia.
Quel che osservo è che con il passaggio dal proporzionale al
semi-maggioritario, nonostante la dissoluzione della DC, i cattolici
sono riusciti a riorganizzare la loro presenza politica in maniera
molto più efficace dei laici.
Il problema della "coppia" di cui tu auspichi una perdurante unione
è... che uno dei coniugi è quasi completamente scomparso, ed ergo si
pone il promlema di capire se tale scomparsa è definitiva,
irrimediabile... financo positiva... oppure no.
Questo, a meno di non sostenere la tesi non peregrina che oggi i laici
in Italia sono più forti che mai, visto che il berlusconismo altro non
è che una forma moderna ed efficace di liberalismo, ed ergo di azione
politica laica.
A mio modo di vedere, la questione essenziale, non solo in Italia ma
anche in Europa, è quella della difficoltà a tradurre in pratica le
necessarie riforme economiche, a parole sostenute dalla maggioranza, ma
nei fatti osteggiate con successo dagli interessi costituiti che si
vedono danneggiati da tali riforme.
In questo senso, sento particolarmente la mancanza di un'autonoma forza
politica chiaramente e radicalmente riformatrice in senso liberale,
che, pur consapevole della necessità politica di coesistere e
collaborare con forze meno riformatrici, sia comunque capace di
affermare nettamente la propria identità.
Una forza del genere, per forza di cose, data la natura del pensiero
economico dei cattolici, non potrebbe che essere laica, ed il suo
sorgere risolverebbe al tempo stesso il problema politico che segnalo,
e l'assenza dallo scenario politico italiano di una influente forza
laica di ispirazione liberale.
Spero che questa mia osservazione contribuisca a chiarire i termini
della discussione, anzichè confonderli ulteriormente.
In caso contrario me ne scuso. La colpa senza dubbio è del caldo.
Ottavio Lavaggi
mercoledì 7 luglio, ore 12.01 |
|