|
|
 |
Il commento di Davide Giacalone
Cari amici,
sono convinto che l'intervento di Enrico contenga due errori, piuttosto rilevanti.
Il primo è relativo alla faccenda laici cattolici. Intanto fra i laici vi sono dei cattolici, e nei partiti d'ispirazione cristiana vi sono stati e vi sono dei laici. Ma non è questa la faccenda, ovviamente.
Il fatto è che nel 2004 l'Italia laica è assai meno rappresentata che nel 1974. Vedi fecondazione assistita. Il che, sia chiaro, è colpa in buona parte dei laici.
Comunque sia, di quella presenza c'è bisogno, ed a quel lavoro ci dedichiamo.
Il secondo è relativo al terzopolismo, o terzaforzismo che dir si voglia. E' evidente che Società Aperta se ne sta fuori dai poli, per la semplice ragione che non aspira a rappresentanze elettive (se alcune coincidenze di tesi vi sono, e ci sono, ciò si deve anche alla coincidenza di persone ed estensori). Ora, è vero che l'attuale sistema elettorale fa schifo, ed è ben quello il motivo per il quale ne chiediamo la riforma, ma, finché c'è occorrerà farci i conti. Non vi pare? Ed anche per il futuro, a volere essere chiari, io sono contro il ritorno al proporzionale, e per la permanenza di sistemi maggioritari, il che un problema di schieramento lo pongono. Certo, ci sono sistemi come quello tedesco, che al momento sembrerebbe il più adatto, ma è proprio quello che spinge i laici ad aggregarsi. A meno che il liberalismo ed il liberismo no li vai a sostenere fra i cattolici della Baviera!
Chi si rifiuta di farci i conti (paradossalmente perché si ritiene ancor più maggioritarista) è Pannella, che, infatti, può ben dire di essere terzaforzista. Ma i risultati non sono eccellenti.
Allora, in politica non credo sia ammessa la "testimonianza", che, invece, è assai utile in cultura e fede. Il nostro elettorato era vasto, circa il 25 per cento, ma non credo sia intenzionato a divenire una setta della testimonianza. Vuole contare, e si deve farlo facendo politica.
La scomposizione dei poli, ne sono convinto, avverrà dopo le prossime elezioni politiche. Dopo.
In quanto ai laici di oggi, è certamente vero quel che dice Enrico, ovvero che diversi soggetti sembrano più adatti ad un'associazione di combattenti e reduci che non all'agone politico. Ma, Enrico, non era forse la stessa cosa per gli Amici di Ugo La Malfa? E, più in generale, non è forse vero che nella società che si dice civile si agitano lobbies disposte a pagare solo per veder difesi i propri interessi? Eppure, se liquidassi ogni fermento civile bollandolo di servo encomio e codardo oltraggio commetterei un arbitrio ed un errore politico. Non ti pare?
Detto tutto questo, le probabilità che l'operazione laica abortisca in un niente di fatto, od in un tentativo ridicolo, ammontano ad oltre il 99 per cento delle probabilità. Vale la pena puntare.
Poi, siccome mi piace barare con la sorte, punto contemporaneamente su Società Aperta, riequilibrando le percentuali.
Davide Giacalone
mercoledì 7 luglio, ore 12.40 |
|