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Il 30 giugno si è svolto a Roma un incontro di "Società Aperta" per "analizzare i risultati e le conseguenze politiche delle elezioni europee ed amministrative". […].
La sala dell'Unioncamere dove si è svolto l'incontro era gremitissima. […]. Iniziato con una relazione di Nando Pagnoncelli della IPSOS sulla situazione socio economica della società italiana, è proseguita con una relazione di Enrico Cisnetto, quindi con dibattito e rapida sintesi conclusiva dello stesso Cisnetto.
Pagnoncelli ha illustrato il clima sociale della società italiana, che in particolare negli ultimi due anni appare sfiduciata […]. Prevale il pessimismo. La percezione della situazione è tale che a fronte di un 53 % degli italiani che nel 2001 erano soddisfatti della loro situazione economica, oggi il 48 % prevede un peggioramento economico, in particolare per la propria situazione. […] Dal '90 in poi ci sono state aspettative disattese: delusioni per il sistema elettivo maggioritario, delusioni nelle attese di un maggior peso elettorale, senso di inutilità, delusione del federalismo e del localismo, nei quali erano riposte le speranze di riduzione fiscale e di maggior efficienza nei servizi; c'è stata delusione nei "professionisti prestati alla politica"; c'è maggior "domanda di ascolto", tra sinistra e destra viene percepita una scarsa differenziazione, il paradigma "più mercato e meno stato" è in crisi e c'è maggior domanda di partecipazione sociale. Il 46%d degli italiani vorrebbe tornare alla lira. In politica gli spostamento tra blocchi è marginale: tra i due gruppi c'è impermeabilità e sono diventate determinanti le astensioni all'interno dei blocchi; di fronte ai singoli politici prevalgono le nette posizioni di pro o contro; il sistema è bloccato.
[Secondo] Cisnetto […] l'attuale stabilità di governo è in realtà essenzialmente immobilismo: gli interventi strutturali sono stati accantonati o ritardati; abbiamo visto come sono finiti certi decisionismi tipo quello relativo all'art.18; c'è troppo dilettantismo. Le ultime elezioni hanno messo in evidenza "l'inizio della fine del bipolarismo all'italiana"; il sistema politico nato con la Seconda Repubblica rende difficile la formazione di compagini di governo omogenee. I risultati elettorali hanno messo in evidenza un sostanziale pareggio sia tra i due poli sia, all'interno dei poli tra le forze contrapposte che li compongono. Nel centro-destra c'è contraddizione e spaccatura, e sostanziale parità di forze contrapposte, sia in tema di politica economica che in tema di federalismo; e nel centro-sinistra c'è parità tra le forze contrapposte massimaliste e riformiste. La situazione è tale che proiettando questi risultati in una eventuale elezione politica si rischierebbe la paralisi. Il centrosinistra ha per collante l'antiberlusconismo; ha posto la questione dell'intervento americano in Irak in termini non politici ma di legittimità; le sue contraddizioni interne per quanto riguarda la politica estera, i rapporti transatlantici, la giustizia, la politica economica e quella energetica sono tali da rendergli impossibile la governabilità del Paese in caso di vittoria. Considerato che un blocco si regge sul berlusconismo e l'altro sull'antiberlusconismo, è facile prevedere che quando, come appare, la stagione berlusconiana volgerà al termine, entrambi i blocchi entreranno in crisi. E' necessario analizzare le cause del declino del Paese, che è innanzi tutto psicologico e poi economico, sociale e culturale, ed invertirne la rotta; è necessario per questo intervenire sul sistema elettorale, puntare ad un sistema proporzionale "alla tedesca", con sbarramento e sfiducia costruttiva, oppure considerare anche il sistema a doppio turno "alla francese", ma una cosa è certa: dobbiamo superare questo bipolarismo. E non solo. Dobbiamo riconsiderare l'intero impianto istituzionale, dal bicameralismo all'articolazione dello Stato e degli enti locali, bloccando la transizione in corso, dobbiamo riconsiderare sia la riforma del titolo V della Costituzione fatta dal centro-sinistra, sia la devoluzione che vuol fare il centro-destra. Il federalismo non va realizzato in Italia; va realizzato in Europa e bisogna arrivare al più presto alla costituzione degli Stati Uniti d'Europa. E' necessario creare le condizioni perché avvenga un processo di disaggregazione e riaggregazione delle forze politiche. Ed è questo il momento opportuno per porre queste questioni; ora che certe ubriacature sono passate e certe illusioni finite possiamo cominciare a ragionare. Dobbiamo tornare alla supremazia della politica ed alla centralità di quegli indispensabili strumenti di democrazia che sono i partiti. Dobbiamo riconsiderare la Costituzione, dobbiamo lavorare per una Terza Repubblica.
Al termine della relazione di Cisnetto si è aperto il dibattito, aperto ed a più voci. La tendenza ad una volontà di ritorno al proporzionale con riferimento al modello tedesco è sembrata prevalere[…] Ci sono state però anche voci discordi e favorevoli al maggioritario […]
Nella breve sintesi conclusiva dell'incontro Cisnetto ha osservato a proposito di riforma della legge elettorale che non possiamo perdere altri due anni di tempo aspettando che si creino condizioni più favorevoli: quando la casa brucia non è il caso di aspettare o discutere sul se e quando far intervenire i pompieri; attendere sarebbe colpevole; il tentativo di riforma della legge elettorale va fatto; se non altro ne va attivato il processo. Bisogna puntare a quella parte del centro-sinistra e del centro-destra che è favorevole al cambiamento; va fatta un'operazione trasversale. E quello della legge elettorale non è il solo problema vanno riconsiderati l'impianto istituzionale e l'articolazione dello Stato e degli enti locali. Va lanciata la proposta di una nuova Assemblea Costituente. A settembre ci chiameremo a raccolta e per lavorare; con questi impegni e con questi obiettivi. |
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