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L'Associazione Mazziniana si confronta sulla Costituente
di Maria Teresa Secondi
pubblicato su IL GAZZETTINO
28 settembre 2004

La sezione di Venezia dell'Associazione Mazziniana Italiana si è riunita nei giorni scorsi, in campo Bandiera e Moro, patrioti veneziani che dedicarono la loro vita all'ideale di liberare l'Italia dal dominio straniero. Insorsero ma i tempi non erano ancora maturi. La loro impresa non ebbe successo e furono fucilati il 25 luglio 1844. Morirono gridando "Viva l'Italia".

I soci dell'Ami, dopo aver reso omaggio agli eroi, si sono recati al Circolo Ufficiali del Presidio Militare dell'Esercito, alla Caserma Cornoldi, "per fare il punto sulla propria capacità di incidere sulla realtà attuale del Paese in forte declino, per parlare di Costituente, tema mazziniano per eccellenza, per tener viva la cultura del Risorgimento in occasione del Bicentenario mazziniano (2005) e del 60° della Repubblica (2006)" come ha sottolineato Luca Padoan, presidente onorario, il quale ha invitato due giornalisti Enrico Cisnetto ed Edoardo Pittalis a trattare la realtà dell'Italia e del Veneto.

"Cosa vuol fare il Nordest da grande?" si è chiesto Pittalis del Gazzettino, dopo aver tracciato un excursus della storia del miracolo economico di questa regione, terra poverissima che i nativi dovevano lasciare per cercare fortuna in altri Paesi, terra di emigrazione per eccellenza che è diventata terra di immigrazione. Ma ora la situazione mostra un declino socio economico al quale va data una soluzione, una risposta appunto alla domanda. Un quadro piuttosto nero sullo sviluppo economico italiano è stato tracciato invece da Cisnetto, presidente di "Società Aperta", "siamo in una fase di declino economico che può diventare decadenza, con problemi non risolti da anni e con i nuovi problemi creati dai paesi emergenti. Bisogna trovare soluzioni, non di destra o di sinistra, ma semplici soluzioni. All'orizzonte bisogna porre una Terza Repubblica, le cui regole vanno scritte aggiornando i contenuti della Carta Costituzionale e riformando un patto sociale che reimmagini, modernizandola, la costituzione materiale del Paese".


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