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Sull'Inps gravano gli affitti degli immobili dismessi nonché un
guazzabuglio di comitati e commissioni Gli articoli di Pirani, Bruno e Cazzola Due inchieste mettono l'Inps nel mirino. A chi fa comodo
la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico? E' la domanda che
si pone, sulla Repubblica, Mario
Pirani al termine di una inchiesta nata sul caso della vendita del
palazzo in cui ha sede l'Inps di Forlì. Perché l'Inps,
i cui conti sono già disastrati, si domanda ancora Pirani, da
oggi dovrà pagare un canone d'affitto che in otto anni gli consentirebbe
di ricomprare l'intero immobile? Alla sua domanda fanno eco due articoli
pubblicati sul Sole 24Ore. Nel primo, Eugenio
Bruno denuncia il peso che sui conti dell'Istituto nazionale di
previdenza sociale ha il guazzabuglio di comitati e commissioni interni.
Un peso che nel 2004 è stato pari a 17,2 milioni di euro, nonostante
dal 1997 vi sia una legge che prevede la soppressione di tutti gli organismi
ritenuti non indispensabili. In un commento a questa situazione, Giuliano
Cazzola richiama l'attenzione sul decreto legislativo di riforma
della governance dei grandi istituti previdenziali, ormai atteso da
quasi un anno. Nel suo fondo, Cazzola paventa il pericolo che, così
come fece il governo dell'Ulivo al termine della scorsa legislatura,
anche la Cdl, dopo la sconfitta subita alle elezioni regionali, ponga
nel dimenticatoio la riforma poiché essa comporterebbe l'azzeramento
degli attuali vertici degli istituti di previdenza, da poco nominati
dal governo in carica. |