Le nuove cifre della Commissione Ue restringono ancora gli spazi di manovra per la politica italiana
Il Rapporto di primavera e i commenti di Galimberti e Bastasin

In concomitanza con i risultati elettorali, sono arrivate anche le indicazioni del "Rapporto di primavera"della Commissione europea, che nella sezione relativa all'Italia del documento integrale, per ora disponibile soltanto in inglese, contiene indicazioni tutt'altro che rassicuranti: il Prodotto interno lordo (Pil) nazionale non supererà l'1,2%, mentre il disavanzo pubblico in rapporto al Pil tenderà ad assestarsi al 3,6% nell'anno in corso e addirittura al 4,6% nel 2006. Come dire che qualsiasi beneficio derivante dall'alleggerimento degli obblighi del Patto di stabilità è già stato bruciato.

La battaglia elettorale, insomma, dovrà tener conto di vincoli economici pesantissimi, che renderanno ancor più difficile l'articolazione di programmi di sviluppo. Sul Sole 24Ore, Fabrizio Galimberti suggerisce per questo scampolo di legislatura "una rotta maestra che guardi in faccia ai problemi veri: capitale umano, liberalizzazione dei servizi, semplificazioni normative". E Carlo Bastasin, sulla Stampa, ammonisce contro "una politica fiscale elettoralistica e disordinata".



6 aprile 2005