Gli slogan elettorali non servono, ma i sindacati devono fare la loro parte
Kostoris, Cassese e Gentili s'interrogano sul ruolo dei sindacati

Il rinnovo del contratto del pubblico impiego, e più in generale i rapporti tra sindacati e Governo sembra tenere banco, aldilà della campagna elettorale. In proposito si è espressa Fiorella Kostoris in un articolo sul Sole24Ore: secondo l'economista, infatti, l'atteggiamento delle tre sigle confederali deve necessariamente tener conto dei tanti fattori contingenti che incombono sulla finanza pubblica. Alta corresponsabilità istituzionale, e correttezza, devono guidare le rivendicazioni di chi rappresenta il 35% dei lavoratori.

Più attento al caso del pubblico impiego è stato, invece, Sabino Cassese sul Corriere della Sera: nel suo commento, la critica va specialmente all'attendismo del Governo in fatto di rinnovo. Sugli statali, aggiunge Cassese, basterebbe mettere da parte i motti maltusiani e valorizzare, con una cura intelligente, chi davvero lavora di più. Recentemente, è intervenuto sul tema anche Guido Gentili: sul Sole24ore, l'editorialista ha parlato di "contratto elettorale" del pubblico impiego, in riferimento alle recenti dichiarazioni del vicepremier Fini.

Niente bandiere ideologiche o sbandieramenti elettorali, in fatto di mercato del lavoro, secondo Gentili; un sana dose di buon senso, basterebbe a far da bussola per i prossimi passi, da fare nel segno della compatibilità economiche.


a cura di Alessandro Marchetti
31 marzo 2005