Al via il nuovo Patto di stabilità. E l'Italia si divide tra soddisfatti e delusi
Le proposte di modifica e i primi commenti

E' stata pubblicata la bozza delle proposte di revisione del Patto di stabilità e crescita. I 25 ministri dell'Economia e delle Finanze hanno trovato l'accordo su un testo di compromesso, che pur facendo salva la regola del 3% deficit/pil, ne permette uno sforamento temporaneo in presenza di serie motivazioni. Il testo dovrà ora essere approvato dal Consiglio europeo in corso di svolgimento.

In Italia le reazioni sono state opposte a seconda dello schieramento di riferimento. Se il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco ha manifestato in un'intervista a Repubblica tutta la sua soddisfazione per un'intesa che si avvicina molto alla "golden rule", inizialmente richiesta dal governo italiano ma poi esclusa dall'accordo, e per la maggiore flessibilità concessa agli investimenti che dovessero portare a sforare il 3%, di diverso avviso è Romano Prodi. Il leader dell'opposizione ha sottolineato come la riforma sia di modesta entità, e che l'Italia dovrà comunque fare grandi sforzi per rimettere in ordine i propri conti pubblici: perché siamo al limite del 3% nel rapporto deficit/pil (ma se verrà confermato quanto dice Eurostat saremo addirittura oltre) e perché il debito è ancora al 105,8%, ben oltre la soglia prevista del 60%.

a cura di Roberto Paglialonga
22 marzo 2005