Mentre Kofi Annan presenta il suo programma per riformare le Nazioni Unite, l'Italia lavora per non restare da parte
Il documento di riforma e le preoccupazioni italiane

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha presentato ieri, all'Assemblea Generale, il documento con le sue proposte per adattare l'Onu alle sfide dei tempi. Come spiega lo stesso Kofi Annan, in un intervento pubblicato sul Financial Times e tradotto in italiano da Avvenire, il titolo del documento, In larger freedom, è tratto dal preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite: "Per favorire il progresso sociale e instaurare condizioni di vita migliori in una maggiore libertà". È perciò evidente un ritorno alle intenzioni che mossero i padri fondatori dell'Onu. In una situazione internazionale estremamente critica, le Nazioni Unite sentono la necessità di ridefinire la propria posizione. In termini concreti, le questioni sul tappeto riguardano la proposta di stilare un codice sull'uso della guerra, la definizione del concetto di terrorismo e l'allargamento del Consiglio di sicurezza.

La riforma dell'Onu entra così in una fase calda e, come dice Danilo Taino sul Corriere, si dimostra sempre più "un duro e drammatico scontro". La diplomazia italiana vuole evitare che il Consiglio venga allargato di altri sei membri permanenti (senza diritto di veto). Cosa che invece vorrebbero Germania, Giappone, India e Brasile (il G4). I quali entrerebbero nel vertice dell'Onu, mentre l'Italia ne rimarrebbe fuori. Il ministro degli Esteri italiano, Gianfranco Fini, è atteso al Palazzo di Vetro per l'11 aprile. Nel frattempo ha in agenda una serie di incontro bilaterali - da Washington alle capitali dei paesi della Lega Araba - per perorare la causa nazionale. A dire il vero, Kofi Annan non si è schierato in merito alla questione, rimettendosi alle proposte enunciate nel documento dei saggi, presentato il 2 dicembre 2004. Il suo appello, invece, si è indirizzato all'accordo tra i governi, per arrivare, il più in fretta possibile, al rilancio di un'Organizzazione riformata sullo scacchiere internazionale. Per l'Italia la resa dei conti arriverà tra maggio e luglio. Tuttavia, indiscrezioni filtrate dal Palazzo di Vetro suggeriscono che ci sarà da lottare. Perché il Giappone vanta già il sostegno sicuro degli Stati Uniti e la Germania sta lavorando per trovare consenso tra le cancellerie d'Europa.

a cura di Antonio Picasso
22 marzo 2005