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Il piano per la competitività del Governo arriva in ritardo.Qualche
consenso dagli imprenditori, critici gli economisti Tutti d'accordo sul fatto che comunque è solo un primo passo Dopo la presentazione alle parti sociali del progetto
governativo per il rilancio dell'economia, definito da Mario
Sensini sul Corriere della Sera come un "piano in nove mosse" per
la competitività, ci si interroga sulla reale efficacia del provvedimento.
I commenti maggiormente positivi, quelli degli imprenditori, sono in
realtà tutti improntati alla cautela e sostengono la necessità di nuovi
e più incisivi provvedimenti governativi, come dimostrano le dichiarazioni
del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, riportate
da Lina
Palmerini sul Sole 24Ore, e quelle del suo vice, Alberto Bombassei,
rese durante la seconda conferenza nazionale sul commercio con l'estero
e riportate sul Corriere della Sera da
Antonella Baccaro. Entrambi hanno parlato del provvedimento come
di "un primo passo compiuto dal Governo nella direzione giusta". Ed
entrambi si sono ritrovati in linea con le recenti dichiarazioni del
Presidente Ciampi sulla perdita di competitività del nostro paese. Il
primo "passo liberale" del Governo, come lo ha definito Roberto
Napoletano sul Sole 24Ore, ha destato perplessità anche in commentatori
esterni, come Fabrizio
Onida del Corriere della Sera. Onida ha sottolineato che gli interventi
a pioggia previsti dal Governo non saranno capaci di stimolare la "crescita
dimensionale delle imprese" e l'immissione nel circolo economico di
nuovo capitale di rischio. Il problema del nanismo delle nostre imprese,
segnalato da molti, per esempio Franco
Locatelli del Sole 24 Ore, come una delle principali cause della
mancanza di competitività del sistema-Italia, è quindi ancora una volta
sottovalutato dal Governo, in affanno a causa dei ritardi accumulati
nei quattro anni precedenti su provvedimenti chiave come quello appena
presentato. Una riforma seria e davvero efficace, come sottolinea Michele
Salvati sul Corriere della Sera, necessita infatti di una grande
capacità di programmazione perché "è lenta a produrre benefici", e richiede
grande unità poiché "coalizza interessi contrari". Doti, quelle appena
elencate, che il Governo in carica ha spesso dimostrato di non possedere,
anzi: esso si trova ancora una volta a dover inseguire la Confindustria,
che chiede che il provvedimento sia varato in tempi strettissimi, per
non perderne definitivamente l'appoggio, ed in difficoltà con i sindacati,
che, come dichiara Savino Pezzotta in un'intervista
di Roberto Ippolito sulla Stampa, si dichiarano insoddisfatti e parlano
di un Governo distante dai problemi del paese. Per questo il ministro
Alemanno, come segnala il Sole
24Ore, ha chiesto un dialogo bipartisan e maggior tempo per approfondirne
con i sindacati i vari aspetti. Intanto però, come riportato dal Messaggero
, il Presidente del Consiglio non raccoglie gli appelli del Capo dello
Stato per rimediare al declino del paese, mentre, come segnala Giuliana
Ferraino sul Corriere della Sera, "basta inserire le parole "declino"
ed "Italia" nel motore di ricerca Google" per ottenere "175.000 documenti
in 0,35 secondi". |