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Domande all'Unione sui programmi futuri
Panebianco, Napoletano, Alvi

Nei giorni in cui in Parlamento si vota la fiducia al nuovo governo, sono in molti a pensare che, comunque vada, la parabola berlusconiana sia giunta a conclusione. Sorgono quindi molti interrogativi non solo su chi e cosa verrà dopo Berlusconi e la Casa delle libertà, ma anche su quali saranno i programmi dell'Unione, che probabilmente governerà nella prossima legislatura.
Angelo Panebianco si chiede, in un fondo pubblicato sul Corriere della Sera, cosa resterà delle innovazioni che, giuste o sbagliate, Berlusconi ha portato nella politica italiana, in particolare in tre settori: quello dell'esaltazione dell'impresa e della libertà economica, quello della politica estera, sia in campo europeo che internazionale, e quello delle riforme istituzionali.
Fanno da eco a Panebianco, con una maggiore attenzione per le questioni aperte in campo economico, Roberto Napoletano e Geminello Alvi. Il primo, sul Sole 24Ore, chiede a Prodi, che si è detto "pronto a governare", di rendere chiare le proposte della coalizione in campo economico, specialmente su Irap, conti pubblici, competitività e Mezzogiorno. Il secondo si concentra, in un articolo pubblicato dal Corriere Economia, sul piano fiscale dell'Unione, chiedendo se e di quanto verranno tagliate o innalzate le imposte su redditi e patrimoni in caso di una vittoria di Prodi.





27 aprile 2005


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