Le donne scoraggiate e stanche
tornano a fare le casalinghe
di Chiara Saraceno, La Stampa, 8 gennaio

La diffusione del comunicato trimestrale dell'Istat sulle forze di lavoro, il 20 dicembre, aveva provocato la consueta ridda di interpretazioni, con una forte tendenza all'ottimismo, in virtù della diminuzione del tasso di disoccupazione. In realtà il tasso di disoccupazione rispecchia un atteggiamento (l'aver svolto attività di ricerca di lavoro) che cambia proprio quando le condizioni di mercato peggiorano e non c'è speranza di trovare un impiego. Insomma, non è detto che il calo sia positivo, soprattutto quando riguarda le categorie o i territori più a rischio come i giovani, le donne, il mezzogiorno.

Un articolo pubblicato sulla Stampa dall'economista Chiara Saraceno segnala in particolare il peggioramento della situazione femminile, dovuto soprattutto al fatto che le donne scoraggiate smettono di cercare lavoro. Significativamente, la Saraceno conclude con una domanda: "Lisbona, addio?". Senza un sostanziale aumento dell'occupazione femminile, infatti, sarà impossibile per l'Italia raggiungere gli obiettivi sociali dell'agenda di Lisbona. E in ogni caso, le donne che rimangono a casa perché vorrebbero lavorare ma pensano che non vale neppure la pena di cercarlo rappresentano un grande spreco di risorse e contribuiscono al pessimismo che tutti i sondaggi rilevano nel Paese.

8 gennaio 2005