Eurispes, 2 italiani su 3 delusi politica del governo

(ANSA) - A tre anni dalla nascita del governo Berlusconi, due italiani su tre sono delusi dalla politica economica dell'esecutivo, giudicata "fallimentare" e non appropriata a rispondere ai bisogni del Paese.

L'insoddisfazione, a volte profonda, emerge dall'ultima indagine sull'andamento dell'economia condotta dall'Eurispes, secondo cui il 65,7% dei cittadini italiani esprime un giudizio sostanzialmente negativo sull'operato del governo.

Quasi la metà del campione intervistato (il 44,6%) ritiene infatti che i punti previsti nel programma elettorale non sono stati realizzati e che la politica economica del Governo è stata fino ad ora "fallimentare". Il 21,1% giudica inoltre le attuali scelte "non corrispondenti ai bisogni del Paese". Più contenute le percentuali di chi esprime invece un parere positivo: l'impostazione politica del governo è appropriata per il 17,8%, secondo cui gli effetti saranno tangibili nel lungo periodo. Il 7,4% si dice invece pienamente soddisfatto, perché le scelte economiche sono "adeguate alle necessità del paese".

I giudizi più critici, sottolinea l'Eurispes, riguardano la finanza pubblica e la discussa riforma del sistema previdenziale. Il 32,7% degli intervistati afferma infatti di non fare nessun affidamento sul Governo in materia di risanamento dei conti pubblici e il 29,9% è dello stesso parere per quanto riguarda la realizzazione di una equa riforma delle pensioni. Gli italiani sembrano invece meno scettici sulla capacità del governo di controllare l'inflazione e di contenere la disoccupazione.

"Il segnale più preoccupante - afferma il presidente del centro studi Gian Maria Fara - viene dal fatto che i giudizi più negativi provengono dalle fasce più giovani della popolazione, dalle donne e dalle regioni del Nord-Ovest e dalle Isole. Tutti segmenti di elettorato nel quale il centro-destra aveva mietuto forti consensi". A giudicare "fallimentare" o "inadeguata" la politica del governo Berlusconi sono infatti soprattutto le donne (complessivamente il 68,8% contro il 62,3% degli uomini) e i giovani tra i 18 e i 24 anni (il 67,6% in totale). E anche nel Nord-Ovest e nelle Isole sono oltre due cittadini su tre a giudicare negativamente la politica economica governativa (rispettivamente il 67,7% e il 69,8%).

In base al titolo di studio, sono i laureati gli intervistati che hanno espresso il giudizio più severo: il 50,6% giudica le scelte "fallimentari" e il 22,4% "non corrispondenti". Il giudizio positivo arriva invece soprattutto da liberi professionisti, commercianti, lavoratori autonomi e pensionati, che rispetto alle altre categorie nutrono anche più fiducia nei confronti della riforma della previdenza.

L'Eurispes evidenzia infine un crescente pessimismo sulle prospettive future dell'economia. Se nel 2003 la maggioranza degli intervistati avvertiva un "lieve" peggioramento dell'economia italiana (32,5%), nel 2004 la situazione si aggrava ulteriormente: infatti il 48,2% degli intervistati percepisce un "netto" peggioramento. Di conseguenza, diminuiscono le percentuali di coloro che intravedono un trend economico positivo: nel 2004 solamente lo 0,6% avverte un netto miglioramento e il 6,8% un leggero miglioramento. (ANSA)

23/01/04