Ticket sanitari?
E' cosa giusta
di Davide Giacalone

Attorno al solito tavolo, dove siedono troppe persone perché si possa parlare seriamente e costruttivamente, governo e sindacati confrontano le opinioni sul Dpef. Il sindacato chiede che non si taglino le spese per lo Stato sociale ed il ministro Siniscalco rassicura che non ci saranno riduzioni per settori come la sanità.

Bella intenzione, ma che non tiene conto della realtà. Intanto perché la spesa pubblica andrebbe, prima che tagliata, controllata. Nel settore della sanità, per restare all'esempio, vi sono impressionanti sprechi nel pagamento del personale, che si accompagnano a salari troppo bassi per chi fa il proprio dovere. I bilanci delle aziende sanitarie e degli ospedali sono tutti malandati, e non si risolve il problema continuando a pompare soldi in una barca piena di buchi. Quindi, contrariamente a quel che chiedono i sindacati ed il governo assicura, quella spesa va rivista, e profondamente.

Secondo alcune anticipazioni nel piano del ministro Siniscalco ci sarebbe anche la reintroduzione dei ticket per i medicinali. Vale a dire che il cittadino che gode di assistenza sanitaria è comunque tenuto al pagamento di una parte del prezzo del farmaco.

I ticket furono introdotti dal ministro De Lorenzo, ed ebbero un effetto positivo. Quando furono eliminati la spesa sanitaria cominciò a correre ed anche il prezzo dei farmaci aumentò. La demagogia ed il pressapochismo, allora come sempre, contribuirono a scassare i conti pubblici.

27/07/04