la lettera
di Giglio Rossi
No, e' la paralisi
che fa litigare
la risposta di Enrico Cisnetto alla lettera di Giglio Rossi

Caro Rossi,
comprendo e per molti versi condivido le sue critiche al "sistema Italia" che non funziona. Ma attenzione: non soffriamo di un eccesso di politica, bensì di una scarsità di Politica (quella con la maiuscola). La quale deve non solo saper decidere, ma anche fare in modo che la sua decisione diventi effettiva. Cosa che, in un Paese corporativo, frammentato e sfibrato come il nostro, non avviene a colpi di maggioranza. Se fosse così, un premier come Berlusconi con 100 parlamentari in più alla Camera e 50 al Senato, avrebbe fatto bingo. E non è colpa solo della rissosità della maggioranza: c'è dilettantismo, sentimenti di antipolitica (sono perniciosi, dottor Rossi, mi creda), un mix di pulsioni thatcheriane e paura di esse (vedi il caso dell'articolo 18). Così l'idea berlusconiana del "vinco e comando" si è rivelata una fuga in avanti: il Cavaliere ha vinto, ma non comanda. Purtroppo, il Paese è molto più complesso di questa semplificazione, e la politica non può ignorarlo.

Dunque, non è lo scontro attuale tra le diverse componenti della Cdl che genera la paralisi, ma è la paralisi di questi tre anni di legislatura che ha generato lo scontro. E la stessa cosa era avvenuta nel centro-sinistra nella scorsa legislatura: 3 presidenti del consiglio e 4 governi. Ma il problema non sono i partiti, è il sistema politico così come è stato congegnato, che rende disomogenee le coalizioni. Ed è quello che va cambiato. Ergo, uniamo le forze perchè si cambi l'attuale legge elettorale "bastarda" e si possa avviare un processo di disaggregazione e riaggregazione di forze e alleanze. Solo così i riformisti - cioè tutti coloro che vogliono cambiare le cose sapendo non solo dove vogliono arrivare (cosa relativamente semplice) ma anche da dove esattamente si parte e quindi quale percorso li aspetta (cosa maledettamente più difficile) - potranno ritrovarsi uniti in un unico fronte. Spero che lei, caro dottor Rossi, voglia unirsi a Società Aperta in questa difficile ma indispensabile battaglia politica.

Cordialmente

Enrico Cisnetto