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Pensioni, riforma perché obbligati di Davide Giacalone
Il governo pone la fiducia sulla riforma delle pensioni, segnalando così la
ferma determinazione in una riforma strutturale. Dopo gli annunci di
"manovra", dopo i tagli e le tasse di Siniscalco, dopo la tardiva e
colpevole presa d'atto della reale situazione delle casse pubbliche, questo,
almeno, è un fatto positivo.
Berlusconi ha sottolineato che la riforma delle pensioni è indifferibile,
perché lui stesso l'ha promessa ai colleghi europei, durante la riunione
dell'Ecofin. Ed ancora una volta, quindi, torna l'idea dell'Europa come
vincolo. E' come se dicessimo a noi stessi: certi sacrifici ce li
risparmieremmo volentieri, ma visto che è l'Europa ad imporceli, dobbiamo
anche sorbirceli. Il guaio è che l'idea del vincolo europeo è un'idea da
perdenti, un'idea che ci portiamo dietro da molti anni, che ha permeato di
sé governi d'opposto colore politico.
Male, perché se si vuole che un Paese, ed i suoi cittadini, guardino
positivamente all'Europa si deve anche viverla come opportunità e conquista,
si deve essere capaci di coglierne i vantaggi del grande mercato e adottarne
le maggiori tutele dei diritti individuali. Se, invece, come si continua a
fare, la si spaccia per amara medicina, si otterrà solo la crescita della
protesta e del rifiuto, già presenti, del resto, nelle tasche di tutti noi.
28/07/04

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