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Riabbracciare Fazio non basta di Davide Giacalone
L'attività legislativa chiude i battenti per la pausa agostana. Alla
riapertura molti saranno i problemi da affrontare, primo fra tutti lo
snaturamento del nostro sistema politico. Un sistema che si vuole sia
maggioritario e bipolare, vale a dire animato da coalizioni omogenee e
contrapposte. Ma così non è.
Nel presentare il piano del nuovo ministro dell'Economia, il governo, ha sottolineato sia l'incisività nei tagli alla spesa, sia la consonanza di
vedute con la Banca d'Italia. E' vero che rimane la promessa del taglio
delle tasse, ma, a parte questa bandiera, sembra che il governo abbia
ribaltato tanto le proprie posizioni, quanto i propri rapporti, fin qui
estremamente conflittuali, con Antonio Fazio. E questo avviene senza che
sia stato risolto neanche uno dei problemi che per tre anni il governo ha
posto in cima all'agenda di politica economica. Sul federalismo, poi, le
posizioni interne alla maggioranza, al di là delle ipocrisie, sono di fatto
contrapposte.
Per parte sua l'opposizione è composta da forze politiche e leaders che
hanno opinioni diverse, quando non opposte, sul fondamentale tema della
politica estera, ed ancora ieri alcune riflessioni politiche di Rutelli
hanno provocato la dura reazione di buona parte della sinistra.
Tutto questo ci dice che il sistema politico nato nel 1994, figlio dei
referendum elettorali e dell'eliminazione delle vecchie forze politiche, è
giunto al capolinea. Alle sue spalle ha un passato breve e non stabile,
mentre davanti ha un futuro di sussulti agonici.
Ecco, questo è un tema che non accetta di andare in vacanza, e che alla
ripresa dei lavori parlamentari sarà lì, immutato, ad attendere i politici
rientranti da mari e monti.
04/08/04

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