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"Per servirla" di Carlo Iannattone
Può il figlio di un pluriassassino costruirsi una vita dignitosa mantenendo il proprio cognome ??
O questa società è in pieno sonno della ragione e sta generando mostri ??
Può un uomo libero, credente nei valori dell'umano, del sacro, della democrazia, disconoscere la profondità della volontaria affermazione "PER SERVIRLA" ??
Se queste due semplici parole vengono dette da un uomo con potere non possiamo che considerarlo un grande uomo.
L'ultimo testimone oculare dell'uccisione del Prof. Giovanni Gentile, quest'ultimo noto a tutti come ministro di Mussolini e non giovane aderente alla Repubblica di Salò, ci descrive proprio con quelle due eccezionali parole la risposta del maggior esponente dell'Idealismo Italiano alla domanda del suo carnefice: "E' lei il senatore Gentile ?" ed egli "PER SERVIRLA". E fu assassinato con due spari.
Gentile ha sempre mirato, storicamente e filosoficamente, a mettere in risalto gli aspetti del pensiero politico italiano del Risorgimento, sviluppando una necessaria recettività per le tradizioni e i costumi del popolo.
Ed è stato proprio Gentile ad opporsi al venire meno politico di Benedetto Croce, il quale come conseguenza assunse il ruolo di simbolo morale dell'opposizione fascista.
Ed infine l'idealismo gentiliano, nato dalla radice Kantiana dello spirito sovraordinato ai singoli io empirici, che pose come uno degli elementi fondamentali l'interpretazione, non possiamo assolutamente considerarlo scisso dal nuovo pensiero della sinistra radicale americana di Richard Rorty.
Quindi i diritti alla dignità del figlio di un pluriassassino ed il lato gentiliano del "ventennio" sono più che sufficienti per comprendere lo stato odierno di profonda umiliazione di buona parte del popolo di Alleanza Nazionale ed oltre, dopo le famose dichiarazioni dell'On. Fini in terra di Israele.
Quando vengono meno nel processo politico l'ideale e la storia, questo può solo naufragare.
La conseguenza di questa umiliazione sarà, per chi l'ha subita, l'obbligatoria azione politica: chi la farà dall'esterno di AN si renderà utile a rendere democratica una rivendicazione che altrimenti sfocerebbe nell'estremismo di destra, certo non utile al nostro Paese. Chi invece la vorrà fare dall'interno di AN si renderà utile per l'oggettiva e definitiva candidatura di quel partito, e non di un singolo, alla guida di future coalizioni di governo.
La credibilità di un governante non sta nel rinnegare i padri, che pur non condivisi sono sempre padri, ma sta nel superare i padri, che spesso con i loro errori diventano i migliori maestri di vita.
Chi canta dolci melodie di festa per le affermazioni israeliane dell'On. Fini potrebbe rimanere fortemente deluso, perché i passi in avanti fatti a suo tempo a Fiuggi furono tutti condivisi, mentre le dichiarazioni in terra di David sono state imposte e ricordiamoci che AN è pur sempre un partito democratico.
Quindi il ricercato consenso moderato potrebbe non affluire ad AN, come auspicato, soprattutto di fronte all'incerto esito di un acceso dibattito interno, oltre al grande rischio di subire forti emorragie nel versante di destra.
Il colmo sarebbe se l'On. Fini dovesse essere sconfitto proprio nel momento in cui abbandona consistenti posizioni di destra italiana per sposare consistenti posizioni dell'estrema destra israeliana.
Dicembre 2003

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