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Con questi poli è impossibile scegliere il meno peggio. di Cesare Greco
L'articolo di Michele Salvati sul Magazine del Corriere della Sera del 7 ottobre intitolato "Cerchiobottisti e Menopeggisti", riprende un tema lungamente dibattuto e su cui Società Aperta ha più volte espresso il proprio punto di vista.
Dice Salvati che il punto debole della posizione dei cosidetti "terzisti" è di valutare equivalenti i due schieramenti senza giungere, dopo le dovute critiche, a scegliere comunque come preferibile la vittoria di uno dei due.
A nostro parere il punto non è quello di scegliere comunque il "meno peggio" tra i poli, dal momento che da questo bipolarismo non è più possibile uscire, ma di scegliere tra due coalizioni che hanno ampiamente dimostrato di non essere sufficientemente in grado di governare, così come di portare avanti una opposizione credibile sul piano dei contenuti.
La causa di tali incapacità non risiede nel bipolarismo in senso lato, ma in questo specifico bipolarismo così come è stato realizzato e che già abbiamo definito come frutto più di astuzia che di intelligenza. Questa esperienza bipolare ha dimostrato quanto grande sia il condizionamento delle estreme nei metodi e nel merito, e quanto l'esigenza di mantenere una forza elettoralmente competitiva riduca la possibilità di formulare proposte politiche condivise. E questo è il peggiore "menopeggismo": non quello di chi denuncia questa paralisi e inadeguatezza bipolare, ma quello di chi opera una scelta massimalista nel metodo e minimalista nei contenuti dettata dalla ricerca di un minimo comun denominatore che tenga alla meno peggio uniti gli schieramenti al loro interno.
La stessa proposta prodiana di manifestare contro la Finanziaria mobilitando una piazza sulla cui consistenza non ci sono dubbi, se a muoversi è il sindacato fiancheggiatore, nasconde una incapacità reale a contrapporre una proposta alternativa che possa essere sottoscritta dai liberali della Margherita, dai socialisti e da Rifondazione e Verdi e, con forza e coerenza, portata avanti in Parlamento. Un'opposizione politica si batte in Parlamento attraverso la critica e la proposta alternativa, ma se è condizionata a fini elettorali dalle estreme, se non si riescono a far convergere le diverse componenti in una linea comune perché troppo diverse, allora si ricorre a strumenti propri di una opposizione piazzaiola e si costruisce sul nulla.
L'identico discorso vale per il centrodestra. Mettere insieme le istanze leghiste sul federalismo e la posizione opposta di An e Udc finisce per generare dei papocchi che non aiutano certo questo paese sulla via della modernizzazione amministrativa e del risanamento economico.
La condizione di paese in declino è oggi ammessa da tutti, e tutti riconoscono che senza una vigorosa politica di sviluppo che veda ai primi posti il rilancio della competitività dell'industria italiana sui mercati internazionali, uno stimolo forte per favorire l'innovazione e la ricerca, un ritrovato rigore ambientalista con un ammodernamento dei servizi per rilanciare il turismo, la sfida di paesi a rapida crescita come Cina e India non potrà che vederci soccombenti. E tale sfida non è sostenibile con una politica di compromesso al ribasso e di corto respiro.
E' in questo senso, caro Salvati, che questo bipolarismo non funziona e sostenere che da qui non si torna indietro e occorre comunque essere partecipi di una scelta, significa prolungare il coma profondo in cui versa la politica in Italia.
Cerchiobottisti e menopeggisti di Michele Salvati
13/10/04

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