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Le simulazioni indicano incertezza da superarsi con un progetto politico
di Antonio Gesualdi
Adesso cominciano le simulazioni: quanti seggi conquisterà
Prodi e quanti ne perderà Berlusconi? Prima il ragionamento e
poi diamo i numeri anche noi.
Il centro-destra è minoritario nel nostro Paese da sempre: nel
1946 la Dc prese 204 seggi e il Pci-Psi, insieme, ne presero 219. Poi
venne congelato il voto comunista e governò sempre la Dc. Poi,
dopo tangentopoli, centro-destra e centro-sinistra non si sono mai confrontati,
a livello nazionale, a schieramenti compatti e contrapposti: una volta
mancava la Lega, una volta Rifondazione. Nel 2006 se la Casa delle Libertà
di Berlusconi si confronta con l'Unione-Rifondazione di Prodi vincerà
quest'ultimo. Giuliano Ferrara lucidamente dice: "Non so come finirà,
ma so che è finita".
Non è mai cominciata, in realtà: l'Italia ha vissuto di
debito, di svalutazioni monetarie, di cooptazioni professionali, di
piccole miserie quotidiane. E' ora di finirla e assumere la realtà.
Con questo sistema elettorale il centro-sinistra - così come
si presentano gli schieramenti oggi - governerà per i prossimi
50 anni, ma il programma sarà lo stesso degli scorsi 50 anni!
E ora diamo i numeri: il professor D'Alimonte ipotizza (sui dati delle
politiche del 2001) che nel maggioritario la Cdl senza la Lega perderebbe
52 seggi, senza l'Udc ne perderebbe 49, senza An ne perderebbe 159.
Credibile.
Oggi qualcuno si è inventato il "bandwagon" che invece
già alla fine dell'Ottocento, i nostri nonni e bisnonni, chiamavano
"trasformismo". Insomma si sale sul carro del vincitore. Cosa
che in Italia è praticata particolarmente nelle zone nucleari
del Sud, isole e Nordovest.
Nando Pagnoncelli, di Ipsos Italia, ha rivelato che un'indagine demoscopica
sulle intenzioni di voto degli italiani alle prossime politiche, fatta
su 50.000 interviste, per capire l'assegnazione dei 475 seggi per il
maggioritario dà un vantaggio di 10 punti percentuali all'Unione.
Il centro-destra passerebbe dai 283 di oggi a 169 seggi ipotetici e
il centro-sinistra salirebbe da 192 a 195 seggi ipotetici. Restano 107
seggi vacanti!
Mentre la simulazione, fatta sempre sulle politiche 2001, di Paolo Natale
che valutava gli effetti della "scheda unica", proposta da
Nespoli, ipotizzando il trascinamento sul maggioritario del voto proporzionale,
dava alla Cdl 71 seggi in più (per un totale di 353), contro
i 121 dell'Ulivo+Rifondazione (il totale fa 474 poiché la Val
d'Aosta non ha voto proporzionale). Nettamente ridotto sarebbe in questo
caso il numero di collegi marginali; solamente 22. Insomma basterebbe
poco a Berlusconi per aprire la partita con la scheda unica o con quei
107 collegi che l'Ipsos vede ancora ballerini, anche se restano da considerare
i seggi del proporzionale.
Dunque proiezioni e simulazioni non dicono, mai, niente che non sappiamo
pure simulare.
Ciò che, in realtà, invece bisognerebbe fare è
assumersi la responsabilità di un progetto politico riformatore,
condiviso, e un leader che se ne faccia carico. Cambiamo le regole,
riscriviamo una legge elettorale seria, ma cominciamo a superare anche
tutti questi numeretti che non ci dicono mai niente di nuovo. Vogliamo
idee, progetti, visioni del futuro, partiti e leader con dei programmi.
In questo anno di campagna elettorale finiremo per sentire accuse di
fascismo o comunismo e poco di più.
Questo perché nel sistema - e nelle condizioni attuali - neppure
Prodi che è dato stravincente (come è stato per Berlusconi)
riuscirà a scrivere agevolmente un programma..... lo deve fabbricare!
21 aprile 2005

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