Recessione & declino, c’è bisogno di una cura forte
REINVENTARE IL FUTURO
Contro la crisi economica e politica, costruiamo la Terza Repubblica

Padova, 14 giugno 2005

Comunicato stampa

Martedì, 14 giugno, Società Aperta in collaborazione con Federmanager di Padova e Rovigo e Unindustria Padova, ha organizzato un convegno dal titolo: "Recessione & declino, c'è bisogno di una cura forte - Reinventare il futuro - Contro la crisi economica e politica costruiamo la Terza Repubblica". All'incontro hanno preso la parola il presidente generale Enrico Cisnetto e quello di Padova Renato Maria Cesca, Alberto Arrighi deputato di An, Luca Bonaiti presidente di Unindustria Padova, Giovanni Faverin segretario generale della Cisl di Padova e il presidente di Federmanager di Padova e Rovigo, Maurizio Toso. "Pensiamo che l'Italia stia attraversando una notevole crisi economica - ha detto Cesca - e per questo, in tutto il Paese, organizziamo dei convegni per discutere e trovare delle valide alternative ad un sistema economico e politico completamente da rivedere."
Luca Bonaiti ha ricordato che "la Cina e l'India viaggiano ad una velocità doppia rispetto all'Europa. L'avvento della moneta unica e il fatto che in Italia la produzione è praticamente ferma da anni, ha mandato in crisi la nostra economia. A questo si deve aggiungere la presenza, sempre in Italia, di una massiccia burocrazia che rallenta il sistema e, qualcuno non ci pensa mai, alla caduta del muro di Berlino. Un'apertura all'Est che ha lanciato il fenomeno della globalizzazione. Ho il profondo sospetto - ha detto Bonaiti - che gli italiani di oggi si siano adagiati sul benessere costruito cinquanta anni fa dai nostri padri". Secondo il presidente degli industriali i cinesi lavorano senza sosta, anche di domenica, e sono difesi dal sistema politico, mentre gli imprenditori europei non si sentono più difesi dalla politica. Anche gli Stati Uniti hanno politiche economiche importanti di interesse nazionale mentre da noi manca una politica con la "P" maiuscola.
Il tema dell'assenza della politica ha corso lungo tutti gli interventi. Anche il presidente Toso ha marcato lo stato di declino economico e che non si può posticipare il tempo di "rimboccarsi le maniche". "I dirigenti aziendali - ha spiegato Toso - sono pronti, ma la politica ci deve dare delle certezze per uscire da questo stato di stagnazione."
Giovanni Faverin ha sottolineato la mancanza di un luogo di mediazione degli interessi. In questa seconda Repubblica si sono accentuati gli scontri e sono diminuite le mediazioni proprio per la riduzione del ruolo della Politica. Di conseguenza è venuta a mancare anche un'"etica della rappresentanza" a tutti i livelli. "In Italia - ha detto Faverin - si vince per il consenso di giornata e non per un lavoro di mediazione di lungo termine." Quanto all'economia è vero che oggi c'è il problema Cina, ma è anche vero che fino a ieri "i cinesi eravamo noi, metalmezzadri, che lavoravamo anche la domenica." Faverin si è detto molto interessato a Società Aperta e a quanto questo movimento di opinione va proponendo. Infine il deputato di Alleanza nazionale, Alberto Arrighi, si è detto d'accordo sulla necessità di un superamento di questo bipolarismo. "Credo che sia necessario che nasca un confronto su un nuovo modello - ha detto - anche perché la politica è rimasta indietro rispetto alla società e all'economia." Secondo Arrighi oggi rischiamo una società chiusa e non aperta incapace di vedere e gestire gli interessi generali. "La globalizzazione - ha concluso - non è eurocentrica e per cominciare bisognerebbe tornare a selezionare la classe dirigente anche a livello politico. Cosa che non si fa più."



Padova, 14 giugno 2005