Tabacci-De Michelis, Cdl e Unione? Meglio GROSSE KOALITION. Riforma elettorale contraddittoria, togliamo premio e sbarramenti
Pubblicato da ANSA il 27 ottobre 2005

È possibile prendere esempio dalla Grosse Koalition tedesca ed arrivare, anche in Italia, ad un'intesa tra partiti affini invece di dover fare alleanze, solo per governare, con gli estremismi? Se lo chiedono, seduti intorno ad un tavolo, due proporzionalisti convinti, un socialista ed un ex democristiano, Gianni De Michelis e Bruno Tabacci. L'occasione è un dibattito organizzato dall'associazione " "Società aperta" ", presieduta Enrico Cisnetto, per l'occasione, in veste anche di moderatore. Gli interlocutori partono dal titolo della conferenza: "Né con Prodi né con Berlusconi" e analizzano, facendo un parallelismo con la situazione tedesca, la politica italiana. Conclusione: la stessa. Forse con qualche sfumatura, sia per Tabacci che per De Michelis. E cioè: "L'attuale bipolarismo italiano è frutto di una stabilità formale ma questo coincide con un'accentuata instabilità politica". La contraddizione apparente viene spiegata in termini schematici dallo stesso deputato dell'Udc. "Dobbiamo sfatare il luogo comune - spiega Tabacci - secondo cui la stabilita politica è frutto di questo sistema elettorale. De Gasperi ha fatto sette governi ma le scelte prese allora continuano ad influenzare la politica". Secondo il deputato centrista infatti "l'attuale sistema politico è in crisi perché c'è un appiattimento della qualità politica". Alza il tiro Gianni De Michelis che arriva a definire gli attuali uomini politici dei "mistificatori". "Nessuno - aggiunge - ha il coraggio di dire che dopo il primo governo Amato, nessuno ha più governato veramente. C'è stata una cogestione, un accordo tra le parti, insomma un 'tirare a campare' ". Per De Michelis esistono tre dimensioni: "La destra e la sinistra, che hanno al loro interno il conservatorismo e l'accettazione del cambiamento, e poi, infine, c'è l'utopia". La lezione tedesca è importante, secondo i due parlamentari, perché permette di capire che "non hanno più corso legale alcune tradizioni politiche come il 'thatcherismo' o la 'Gauche plurielle' ". In concreto, senza usare categorie appartenenti alla scienza politica e analizzando la situazione italiana, per De Michelis "è in atto un'implosione delle due coalizioni dimostrata da un lato dal fallimento dell'Unione (di cui è caso simbolo Cofferati); dall'altro della Cdl, dove l'intesa non c'è più e si assiste ad una gara tra leader". Appare quasi più nostalgico Tabacci: "Prima la politica era parte del territorio. Forse un tempo c'era troppa interferenza, ma ora più nulla, disinteresse totale. I deputati curavano i collegi dove erano eletti, ora non ci vanno neanche più. Si pensa a compiacere - sottolinea - e si va alla ricerca degli elettori". Due analisi insomma che partono da punti diversi ma che alla fine si ricongiungono, per concludere che l'insegnamento tedesco è uno in particolare: in Germania non è fallito il sistema elettorale come qualcuno, avverso al proporzionale, prendeva ad esempio. Anzi, a sentire Tabacci e De Michelis, "gli elettori tedeschi hanno fatto una scelta. Preferiscono una Grosse Koalition rispetto all'alleanza con la sinistra estrema di Oskar la Fontaine". "Una cosa - spiegano - che in Italia non è possibile perché se Prodi vince non può fare a meno dei voti di Bertinotti". Tabacci infine non risparmia critiche neanche alla modifica della legge elettorale. "Il testo approvato alla Camera - conclude - ha delle contraddizioni. Il sistema tedesco é piú pulito con uno sbarramento diverso e senza premio di maggioranza".