"Società aperta" contro il declino del Paese
Pubblicato da IL PICCOLO il 24 febbraio 2005

TRIESTE "Il declino dell'economia italiana è una realtà. A questo punto bisogna evitare che diventi strutturale e che si trasformi in decadenza. Declino economico e crisi del sistema politico sono due facce della stessa medaglia": per Enrico Cisnetto, giornalista economico e presidente di Società Aperta, movimento d'opinione politico-culturale, il nostro Paese si trova davanti a un bivio: "Se non si chiude al più presto quella lunga fase di transizione, finora verso il peggio, che è rappresentata dalla cosiddetta Seconda Repubblica, il nostro Paese avrà di fronte a sé un orizzonte di progressivo declino, politico, economico, sociale e culturale". Per il presidente di Società Aperta, che ieri ha partecipato al convegno triestino di Assindustria, la Seconda Repubblica "pretendendo di essere maggioritaria e bipolare ha fallito il suo obiettivo. Dobbiamo scrivere le regole della Terza Repubblica. Ciò non significa un ritorno al passato. Il bipolarismo all'italiana non è in grado di generare compagini di governo omogenee. È forse tempo di ripensare ad un proporzionale di tipo tedesco, con sbarramento e sfiducia costruttiva". Per Società Aperta siamo al centro di trasformazioni epocali: "L'Europa di oggi, quella dell'euro e quella dell'allargamento a 25 Paesi, è un'Europa incompiuta. È assolutamente inderogabile progettare e costruire gli Stati Uniti d'Europa. È una scelta pragmatica dettata dall'analisi delle conseguenze che il processo di globalizzazione sta determinando nel mondo".